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Savona, arriva l'”Equal Pay Day” contro il divario salariale uomini-donne

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Savona. A Savona, giovedì 10 aprile in piazza Sisto IV alle 15.30, “Fidapa Bpw Italy” presenta la giornata annuale per l’eliminazione del divario salariale fra uomini e donne.

Nonostante la nostra Costituzione sancisca pari dignità sociale di tutti i cittadini davanti alla legge, senza distinzione di sesso (art. 3), riconosca il diritto al lavoro e promuova le condizioni
che rendano effettivo questo diritto (art. 4) e, in particolare, affermi che “la donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore” (art.
37) la reale parità tra uomini e donne dev’essere ancora raggiunta.

Per sensibilizzare tutta l’opinione pubblica, non solo nel nostro Paese, è stato perciò istituito l'”Equal Pay Day”: esso nasce, grazie alla “Business and Professional Women”, negli Stati Uniti
d’America a partire dalla metà degli anni Novanta, e da lì si espande negli Stati Europei maggiormente sensibili a questa tematica.

In Germania è stato promosso per la prima volta nel 2008, L’Austria e la Svizzera l’hanno seguita nel 2009, organizzando una propria giornata di manifestazioni sul tema della parità salariale. Tutti e tre gli Stati, precursori sulla materia, stanno ottenendo risultati notevoli, ed il 5 marzo 2011 segna la data in cui la Commissione Europea decide di promuovere questa iniziativa.

Ma cosa significa celebrare proprio in aprile questo evento? La data di svolgimento dell'”Equal Pay Day” si calcola in base al periodo di “giorni extra” nell’anno corrente, in cui le donne devono lavorare per raggiungere la stessa paga che gli uomini hanno percepito durante il precedente anno finanziario, e varia da Stato a Stato. In Svizzera, ad esempio, si è svolta il mese scorso perché le donne devono lavorare fino al 7 marzo per ricevere, per lo stesso lavoro, lo stesso salario che gli uomini hanno già guadagnato al 31 dicembre dell’anno prima.

Simbolo dell'”Equal Pay Day” è la borsa rossa (“the red bag”) o borsellino rosso (“red purse”) per porre l’attenzione sull’esistente gap salariale: le borse rosse rappresentano simbolicamente le cifre rosse nei portafogli delle donne.

In Italia, questa campagna è nata e viene portata avanti dalla Fidapa Bpw che, aderendo ai principi della Bpw Usa ed Europe, da ormai alcuni anni, in particolare dal 2010, celebra questa giornata
affinché diffondendo e condividendo buone pratiche si compia un ulteriore passo avanti nella direzione delle pari opportunità.

Sensibilizzare istituzioni, imprese, partiti, associazioni, enti e cittadini sul tema della parità è fondamentale per il progresso e solo quando le donne saranno consapevoli del valore del proprio
lavoro, saranno in grado di portare avanti un cambiamento effettivo.

Gli obiettivi: dibattere sul tema delle differenze salariali tra uomini e donne, rendere coscienti sulle dimensioni e l’importanza di questa problematica, sensibilizzare e mobilitare tutti i soggetti coinvolti, sostenere le donne affinché agiscano in maniera propositiva, ridurre il divario salariale tra uomini e donne, eliminare gli stereotipi di genere, promuovere l’iniziativa a livello nazionale e in tutte le regioni.

In Italia le donne guadagnano in media il 18% in meno degli uomini. Perché? Perché sono discriminate,
perché molte lavorano part-time, perché il loro lavoro è sottovalutato, perché raramente possono dedicarsi alla carriera, perché il lavoro non pagato che dedicano alla famiglia non
permette loro di dedicarsi quanto gli uomini al lavoro retribuito, perché raramente raggiungono posizioni di leadership nelle aziende.

Perché in piazza? L’iniziativa di portare l’”Equal Pay Day” in piazza si propone di aumentare la consapevolezza nell’opinione pubblica e creare mobilitazione per trasformare il divario salariale attualmente sommerso in un argomento di pubblico interesse con il preciso obiettivo di far diminuire e sparire questa forma di discriminazione.

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