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Vertice su Piaggio, il nodo è l’outsourcing. Burlando: “Non stoppare operazione urbanistica”, tutto fermo fino al 30 gennaio foto

Genova / Finale Ligure. Toni forti, sindacalisti fischiati e un nodo cruciale da sciogliere: esternalizzazioni sì o no? Questi gli ingredienti dell’acceso vertice appena conclusosi a Genova sul futuro di Piaggio Aero, dopo il piano industriale presentato la scorsa settimana.

Vertice Piaggio in regione

Un piano industriale che ha scatenato le reazioni di tutto il mondo sindacale e di quello politico, con scioperi, manifestazioni di piazza e ordini del giorno in consiglio regionale: troppi gli esuberi e le esternalizzazioni secondo i lavoratori.

Molti i punti sul tavolo, dal futuro dello stabilimento di Genova Sestri Ponente all’operazione urbanistica su Finale al polo di Villanova d’Albenga, ma la partita principale è stata quella sulle annunciate esternalizzazioni. Il presidente della Regione Burlando, nelle vesti di mediatore, ha chiesto ai sindacati se fossero disposti a trattare su questo o se le escludessero a priori. Una posizione, quest’ultima, che avrebbe impedito sul nascere qualsiasi trattativa, poiché Piaggio, su questo, non era disposta a trattare.

Burlando ha parlato di garanzie da parte dell’azienda. Piaggio gli avrebbe assicurato la serietà delle ditte in cui i lavoratori verrebbero delocalizzati: non si tratterebbe quindi di startup o di aziende in situazioni difficili, ma di realtà di primo piano (sui nomi il presidente ha chiesto al momento il massimo riserbo).

La risposta dei sindacati, però, è stata netta: nessuna trattativa sull’outsourcing almeno fin quando il polo di Villanova non sarà operativo al 100%. Solo successivamente sarà possibile parlare di esuberi ed esternalizzazioni.

La questione, ha detto Burlando, finirà ora sul tavolo del governo. Il governatore ligure vedrà Letta nei prossimi giorni, ed entro fine mese toccherà al Ministero intervenire: l’auspicio è che il governo conceda un anno di cassa integrazione, permettendo all’azienda di operare con tempistiche meno serrate.

Nel frattempo Burlando ha chiesto di non fermare l’operazione urbanistica su Finale: l’obiettivo è far sì che Piaggio possa farla partire appena possibile, evitando il rischio che al momento cruciale l’iter autorizzativo debba ripartire dall’inizio. Una posizione condivisa dai sindacati genovesi ma non dalla RSU dello stabilimento di Finale, che invece ha chiesto il blocco dell’operazione. Anche il sindaco di Finale, Flaminio Richeri, ha optato per la linea dura: “Blocchiamo tutto – ha detto – bisogna dare un segnale forte. L’accordo di programma prevedeva occupazione, il piano invece prospetta esuberi. Tutto fermo fino al 30 gennaio, dopo l’incontro col ministero vedremo”.

Alla fine ha prevalso la linea dei finalesi: la battaglia, a questo punto, è solo rimandata a febbraio.

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