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Spese pazze in Regione, ecco le intercettazioni: “Scialfa ha fatto regali a tutti”

Genova. Secondo l’ordinanza di custodia cautelare del giudice per le indagini preliminari, Roberta Bossi, il consigliere regionale Nicolò Scialfa, ex capogruppo dell’Idv ed ex vicepresidente della giunta regionale, si sarebbe appropriato, insieme all’ex tesoriere del partito Giorgio Delucchi, di circa 70 mila euro di soldi pubblici destinati al gruppo e avrebbe falsificato due verbali di approvazione dei rendiconti. In un caso l’ex tesoriere avrebbe anche posto la firma falsa del consigliere regionale Stefano Quaini.

I militari della guardia di finanza hanno anche perquisito le abitazioni degli altri consiglieri indagati (Marylin Fusco, Stefano Quaini e Maruska Piredda, tutti tranne quest’ultima nel frattempo usciti dal partito). Tra il 2010 e il 2012 gli indagati avrebbero effettuato acquisti per migliaia di euro con i fondi destinati alle spese istituzionali: dal parrucchiere alla lavanderia, dai ristoranti dai gioielli, da capi di abbigliamento ai vini pregiati.

Secondo il gip alcuni consiglieri hanno anche usato un metodo quasi scientifico per camuffare come spese di rappresentanza acquisti in realtà non istituzionali.

”Quale elemento che connota la piena consapevolezza – scrive il gip – in capo agli indagati Scialfa e Fusco di effettuare acquisti non pertinenti e che conseguentemente fornisce la prova del dolo del reato di peculato, l’escamotage di richiedere l’emissione di più documenti fiscali in relazione a transazioni intervenute nello stesso contesto temporale”.

“Tali condotte – prosegue il gip – all’apparenza prive di senso, si possono spiegare solo nell’ottica di chi, cosciente dell’illiceità dell’acquisto, cerca di mascherarlo o di confonderlo attraverso un artifizioso frazionamento della spesa”.

I consiglieri erano tutti sotto intercettazione a causa di un’inchiesta costola su false sponsorizzazioni a una società dilettantistica di calcio collegata al marito di Fusco, l’ex coordinatore regionale del partito Giovanni Paladini. E sapevano di essere intercettati. Nonostante questo, dalle loro conversazioni trapelano diversi elementi.

“Se il capogruppo fa delle spese improprie non ho voglia di prendermi io la responsabilità” dice Piredda al tesoriere nel settembre 2012. E un paio di mesi dopo: “E lui ha fatto regali a tutti. Io vado a vedere il 2011 eh? E quest’anno si è continuato a spendere”. E così sarà. Infatti a ottobre 2012 il gruppo dell’Idv aveva già speso l’intera somma a disposizione per l’anno, 230 mila euro, al punto che vi furono problemi a pagare i compensi dei cinque dipendenti del gruppo. Ci pensò poi di tasca propria uno dei consiglieri indagati, Maruska Piredda.

Nelle perquisizioni i finanzieri avrebbero trovato alcuni riscontri alle indagini. A casa di Scialfa sono stati trovati una decina di libri e una borsa, solo una minima parte degli oltre millequattrocento euro spesi per romanzi e riviste, mai trovati negli uffici della Regione.

Scialfa si è sempre difeso dicendo che fino a poco tempo fa quel tipo di spese erano legittime e opportune, poi sono diventate inopportune ma sempre legittime. E anche in un’intercettazione ambientale dello scorso marzo ribadisce: “Io ho sempre regalato il vino e quando sono arrivato qui ho continuato a regalarlo”.

E proprio la storia del vino (Scialfa è accusato di aver acquistato vini francesi per oltre 3 mila euro) fa infuriare il governatore della Liguria Claudio Burlando, la cui voce viene registrata dai finanzieri mentre redarguisce il suo vice: “Per essere chiari, io regalo bottiglie a Natale ma le pago di tasca mia”. L’intercettazione non riguarda soltanto questa frase, ma una conversazione piuttosto lunga, in cui il governatore ligure redarguisce Scialfa, spiegando anche la differenza tra regalo istituzionale (ovvero regalo da parte dell’ente Regione) e regalo personale.

E anche l’assessore regionale dell’Idv Cascino (non indagato perché entrato nel partito successivamente), non sapendo di essere intercettato mentre passa in rassegna i giustificativi di spesa per ristorazione con una delle indagate stigmatizza: “Sembra che uno passi la giornata a mangiare”. Un solo consigliere tra ristoranti e bar avrebbe speso in un anno oltre 3 mila euro.

“L’impressione – scrive il gip nell’ordinanza – è che gli indagati abbiano considerato i contributi ricevuti dalla Regione come una sorta di integrazione del loro trattamento economico e, in particolare, come un’indennità forfettaria, disponendone di conseguenza come se ne fossero i proprietari”.

Intanto, l’Italia dei Valori, ha fatto sapere di essere pronta a costituirsi parte civile nell’ambito dell’inchiesta portata avanti dalla Procura di Genova.

Commenti

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  1. Scritto da zac975

    Ladri!…………E poi ti dicono che non ci sono i soldi da investire per il lavoro….Tutti in galera!!!

  2. Scritto da alvaro felici

    Se Burlando sapeva dei 3000Euro per il vino doveva denunciare questa cosa e non solo dire “non và bene,io non lo faccio!”.Così è complice del furto.Spiace…

  3. Scritto da Roy

    Maledetti!!