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Rissa e resistenza all'”Omnia” di Savona, revocato l’obbligo di firma per 2 imputati: legali soddisfatti

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Savona. E’ stato revocato l’obbligo di firma quotidiana per due dei coinvolti nella vicenda dei disordini registrati la sera del 20 dicembre scorso al termine di una serata nei locali dell”Omnia di via Famagosta. A seguito della richiesta dei loro legali, gli avvocati Alessandro Parino e Patrizia Franco, la misura che era stata applicata dal giudice nei confronti della venticinquenne A.M. e del trentaseienne S.S. è stata rimossa.

Insieme a loro, la sera del 20 dicembre scorso, era stato fermato anche un ragazzo di 22 anni, A.S., accusato come gli amici di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, ma anche di rissa (reato per il quale durante l’udienza di convalida il giudice non aveva però convalidato l’arresto per nessuno degli imputati).

Sulla decisione di revocare l’obblico di firma i difensori hanno commentato: “Siamo soddisfatti per la decisione del giudice che ha valutato positivamente la nostra richiesta. Riteniamo che si stia iniziando a considerare in maniera diversa quanto accaduto quella notte quando non ci fu alcuna rissa e nessuna forma di resistenza a pubblico ufficiale e gli eventi furono assolutamente sovrastimati. Siamo fiduciosi che la prosecuzione del dibattimento proverà la totale estraneità dei nostri assistiti: non a caso abbiamo rifiutato qualsiasi ipotesi di patteggiamento o di rito abbreviato” precisano Parino e Franco.

Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, i tre erano rimasti coinvolti in una rissa all’interno del locale, scoppiata all’orario di chiusura, intorno alle 3, dopo che molti degli avventori avevano iniziato a protestare perché non volevano che la festa (una sorta di rave party per gli uomini dell’Arma) terminasse. Motivo per il quale quattro militari in divisa erano entrati nell’Omnia per aiutare gli addetti alla sicurezza ad allontanare i clienti. In quel momento gli uomini dell’Arma avrebbero assistito ad una rissa tra alcuni ragazzi e allertato due colleghi che si trovavano all’esterno del locale. I due carabinieri, in borghese, erano intervenuti e, appena entrati nel locale, uno di loro avrebbe visto A.M. tenuta ferma da altre persone. Intervenuto per sedare il diverbio però sarebbe stato aggredito dalla ragazza in soccorso della quale sarebbero intervenuti A.S. e S.S., gli altri due arrestati, che lo avrebbero spintonato ed apostrofato con insulti.

Una versione che i tre imputati avevano ricostruito diversamente: i giovani avevano infatti spiegato di essere stati aggrediti e di non aver capito che il carabiniere fosse tale, ma di averlo scambiato per uno degli avventori che voleva malmenarli. Il processo per direttissima riprenderà il 28 gennaio.

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