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Piccoli Comuni alle prese con frane e casse vuote: a Casanova Lerrone tante criticità e pochi soldi

Casanova L. La malattia ormai cronica dei piccoli Comuni è l’impossibilità di far fronte alle emergenze. Prendiamo il Comune di Casanova Lerrone, poco più di 700 anime, alle prese, in questi giorni, con l’urgenza di tamponare le ferite inflitte al territorio dal maltempo dello scorso weekend.

I danni sono tanti e ammonterebbero a due milioni di euro, ma le casse sono vuote. Come sempre, e sempre di più. Comune, protezione civile, volontari hanno lavorato senza sosta, da venerdì ad oggi, per ripristinare la circolazione laddove i detriti avevano invaso le strade isolando il paesino per oltre 7 ore. In parte ci sono riusciti, ma la situazione attuale necessiterebbe di mezzi e investimenti per risolvere le criticità.

Questo il quadro attuale: i lavori per ripristinare la Sp 6, lato valle, procedono spediti e permettono il collegamento col resto del mondo (sul lato monte, invece, tra Vellego e il colle del Ginestro, la Provincia si sta adoperando per riaprire un varco in condizioni di sicurezza). Tre le strade comunali nuovamente percorribili: in frazione Poggio e Bosco, borgata Costa e per il Santuario di Nostra Signora di Degna.

Restano chiuse: quella che collega Vellego con la diga dell’acquedotto irriguo, la strada per Maremo e quella che da frazione Poggio va verso i terreni che si trovano sulla sponda destra del torrente Lerrone. In più la diga dell’acquedotto risulta colma di detriti, la funzionalità dell’acquedotto e delle vasche per l’antincendio è ad oggi compromessa.

“I problemi sono seri, soprattutto perché non abbiamo i soldi per gli interventi di somma urgenza – dice il sindaco Micael Volpati – In più, come gli altri Comuni, siamo in fase di bilancio ma non possiamo fare chissà quali calcoli e previsioni dal momento che da Roma non sono ancora capaci di dire quali tasse dovremo applicare eccetera. Abbiamo le mani legate, ma facciamo il possibile”.

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