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Perseguitava la ex con minacce, telefonate e “intrusioni” telematiche: 30 mesi a stalker “informatico”

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Savona. Vista la sua abilità nell’utilizzare i computer, che gli è servita per perseguitare la sua ex, potrebbe essere soprannominato uno “stalker-informatico”. Si tratta di un ex dj di La Spezia, M.M., che stamattina è stato condannato a due anni e sei mesi di reclusione per stalking nei confronti della sua ex fidanzata, una commerciante savonese.

A denunciarlo era stata proprio la donna dopo che, finita la loro relazione nel 2010, lui non si era rassegnato ed aveva iniziato a tempestarla di mail, sms e telefonate a tutte le ore. Fin qui i tipici comportamenti di uno stalker, ma l’uomo si sarebbe spinto anche oltre sfruttando le sue competenze informatiche: sarebbe infatti riuscito ad utilizzare le identità telematiche della sua ex. In particolare era riuscito a caricare sul sito dell’attività commerciale della donna delle sue foto osè mescolate ad altre immagini pornografiche scaricate da internet in modo da farle sembrare della stessa persona.

Atteggiamenti che sarebbero poi diventati sempre più insistenti e minacciosi con il passare dei mesi. In alcune occasioni la commerciante se lo sarebbe ritrovato sotto casa e davanti al negozio. Nei suoi confronti era anche stato emesso un ammonimento, ma il presunto non stalker non aveva desistito. In un secondo momento era stato anche colpito da un divieto di avvicinamento che, non appena era stato revocato, aveva visto tornare lo stalker alla carica. Le persecuzioni sarebbero continuate fino alla primavera dell’anno scorso quando l’uomo è stato rinviato a giudizio ed ha smesso di farsi vivo con la ex compagna.

Stamattina in aula, il pm ha chiesto per l’imputato una condanna a due anni di reclusione. Una pena ritenuta troppo lieve dal legale di parte civile, l’avvocato Luigi Gallareto, che ha fatto notare al giudice come i giorni di condanna fossero inferiori a quelli in cui l’uomo aveva perseguitato la sua assistita: 730 contro 775. Un’osservazione che il giudice Laura De Dominicis sembra aver recepito avendo inflitto una pena di sei mesi più alta rispetto alla richiesta del pubblico ministero. M.M. è stato anche condannato al pagamento di una provvisionale di diecimila euro a titolo di anticipo sul risarcimento del danno che sarà da definire in sede civile.

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