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Pd, Lunardon lancia la sfida per la segreteria: “Confronto su proposte, no a correnti di partito”

Liguria. Dopo la discesa in campo del renziano Alessio Cavarra, il suo principale sfidante, Giovanni Lunardon, gioca d’anticipo con la presentazione ufficiale della sua candidatura, sabato prossimo, 18 gennaio, per la guida della segreteria regionale.

Entra nel vivo, quindi, la battaglia in casa Pd per conquistare la poltrona di segretario regionale della Liguria. La sfida è al momento, e sembra destinata a rimanerlo, una gara a due: da una parte, appunto, Lunardon, segretario del partito a Genova e cuperliano, dall’altra Alessio Cavarra, sindaco di Sarzana, sostenuto, non senza malumori, dai renziani e che potrebbe trovare il consenso anche di chi fa capo a Pippo Civati. Tuttavia il nome di Lunardon circola già da tempo ed ha maturato consensi più ampi, investendo la stessa area renziana, come nel savonese con il sostegno del sindaco di Savona Federico Berruti.

A metà febbraio dall’urna delle primarie uscirà il nome del nuovo segretario regionale democratico con le stesse modalità delle ultime consultazioni nazionali: prima il passaggio tra gli iscritti nei circoli, poi tra gli elettori. Sarà però da sabato che si entrerà nel vivo, ad annunciarlo proprio Lunardon tramite la sua pagina facebook.

“Sabato 18 alle 10,30 ai Magazzini del Cotone – Modulo 7 – presenterò – scrive – la mia candidatura a segretario regionale del Partito Democratico della Liguria. Mi candido con la volontà di mettere al centro la Liguria e il deciso impegno a imprimere una svolta alla vigilia di importanti appuntamenti elettorali che inizieranno quest’anno con le amministrative e le elezioni europee e che ci porteranno nel 2015 ad aprire un nuovo corso per la Regione. Con le primarie e la vittoria di Renzi il congresso nazionale è finito. Quel voto ci chiede di guardare avanti con coraggio per indicare al Paese e alla nostra Regione vie nuove e nuovi protagonisti”.

L’appello del candidato è però quello di superare le divisioni correntizie e confrontarsi sui temi concreti: “Penso che tra le cose che gli elettori ci hanno detto di cestinare ci sia l’idea di chi ancora ritiene possibile scegliere il segretario regionale non in base al merito e alle proposte in campo, ma in base all’appartenenza a una corrente piuttosto che a un’altra. Questo è un relitto della peggior prima Repubblica: uno dei motivi per cui il Pd ha perso consenso.

“Di fronte all’intensità della crisi una nuova generazione – conclude Lunardon – non può accontentarsi della manutenzione dell’esistente: dobbiamo percorrere con coraggio la via dell’innovazione, per farcela sono necessarie tutte le migliori energie dentro e fuori il partito. Oggi abbiamo una grande responsabilità: immaginare un nuovo futuro all’altezza delle sfide che ci pone la società ligure”.

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