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La crisi del settore edile non vede la fine, record di chiusure di imprese liguri: diminuite del 4,3%

Liguria. Il settore delle costruzioni non accenna a uscire dal lungo tunnel della crisi. L’amara constatazione arriva dall’analisi dell’ultimo rapporto dell’Ufficio Studi di Confartigianato su dati Istat che inquadra il 2013 come un anno dalle tinte fosche per l’edilizia: tra settembre 2012 e settembre 2013 ha subito un calo di occupazione del 7,1% in Italia pari a una perdita di 123mila occupati.

Saldo negativo anche per il numero delle imprese diminuite del 4,3% in un anno. Crollato, tra il 2007 e il 2012, il valore aggiunto delle costruzioni del 22,2% e del 5,8% nell’ultimo anno. Anche in Liguria, come nel resto d’Italia, la situazione di crisi non sembra dare tregua al settore che ha segnato una decrescita nel valore aggiunto del 9,3%, quasi il doppio della media nazionale.

Meno accentuata rispetto alla media nazionale la diminuzione dei posti di lavoro nel comparto nella nostra regione: -4,3%, pari a 1.900 unità, passando dai 44.100 occupati del 2012 ai 42.100 del 2013. La crisi nell’ultimo anno ha portato alla chiusura in Liguria del 5,3% delle aziende delle costruzioni, una percentuale che supera la media italiana di un punto e che rappresenta uno dei record negativi d’Italia, dopo solo Toscana e Abruzzo.

“Oltre alle cronicità che penalizzano da anni il settore come i lunghi tempi di pagamento, le difficoltà di accesso al credito e la progressiva destrutturazione del comparto – spiega Paolo Figoli presidente Confartigianato Costruzioni Liguria – si aggiungono il calo delle compravendite immobiliari, dei mutui alle famiglie e i pesanti aumenti della fiscalità sulla casa: questi sono fattori che hanno ulteriormente contribuito a immobilizzare tutta la filiera dell’edilizia”.

La Liguria è tra le regioni in cui la diminuzione dei mutui per l’acquisto di abitazioni ha avuto un aumento più marcato: -3,3% a giugno 2013 contro il -2,5% della media italiana. “Da anni ormai aspettiamo che si sblocchi alle Camere l’iter sulla regolamentazione della professione edile, una misura a nostro avviso fondamentale per riordinare un settore imprescindibile per la ripresa dell’intero sistema economico del Paese – dice Figoli – nel quadro attuale giudichiamo positivamente la proroga, contenuta nella Legge di Stabilità, degli ecobonus per le ristrutturazioni che costituiscono un efficace incentivo alla manutenzione ordinaria e straordinaria degli immobili che stimola ancora qualche investimento da parte dei privati con ricadute vitali sulle piccole e piccolissime imprese”.

Una boccata d’ossigeno per l’edilizia ligure arriva anche dai recenti provvedimenti normativi approvati in Regione. “L’estensione al 2015 del Piano casa – dice Figoli – è un impulso all’attivazione di investimenti sul costruito così come il riordino della legge sui sottotetti che interessa migliorie e piccoli ampliamenti di edifici già esistenti”.

Commenti

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  1. Scritto da charlie brown

    Grazie al piffero, i soldi sono praticamente finiti e i prezzi delle case continuano ad essere assurdi…

  2. Scritto da Kamut

    Magari se un monolocale nell’entroterra di loano costasse un pò meno di un attico da 600 mq a Manhattan con vista su central park, si venderebbero un pelino più di case… che ne dite?

  3. Scritto da rapalino

    ………………….prima o poi la bolla immobiliare anche qui come negli States………………logica conseguenza ad una crisi causata da speculatori……………
    i primi a pagarne le conseguenze i lavoratori edili……………