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Incontro Cabur-sindacati, Pasa (Cgil): “Numeri negativi, ma volontà di investire. Unica speranza il mercato estero”

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Altare. Si è tenuto nel pomeriggio l’incontro tra i vertici di Cabur, azienda altarese di morsetteria elettrica, e i sindacati, per verificare l’applicazione del piano industriale dopo l’accordo stipulato a dicembre.

I dati del mercato nazionale messi sul tavolo da Cabur purtroppo non sono positivi, ma non mancano segnali confortanti. “Le cifre sono molto chiare – spiega Andrea Pasa, Fiom Cgil – e danno l’idea della difficile realtà con cui l’azienda si trova a doversi confrontare. Il settore elettrico nel mercato italiano ha visto negli ultimi 4 anni un decremento del 35%, di cui l’11% solo tra il 2012 e il 2013. Un dato che ha messo in ginocchio aziende anche più storiche di Cabur, acquisite nel corso del 2013 da realtà straniere perché non più in grado di proseguire l’attività”.

La notizia positiva è che nel 2014, per la prima volta dopo parecchio tempo, gli esperti per il mercato di riferimento non prevedono un nuovo decremento, ma anzi ipotizzano una modesta crescita dello 0,5%. Tradotto, il problema nel settore persiste ma perlomeno non si prospetta un ulteriore baratro nel prossimo futuro: a patto, dice Pasa, di aggredire il mercato estero. “A gennaio 2014 il trend della morsetteria ha registrato in Italia un ulteriore calo del 10-12% rispetto a gennaio 2013: pensiamo che l’unica speranza, e i vertici aziendali concordano con noi, sia quella di rivolgersi in maniera decisa al mercato estero, dove i dati non sono altrettanto negativi”.

Si è parlato quindi di strategie aziendali: Cabur ha confermato la volontà di non esternalizzare le attività svolte oggi ad Altare, così come quella di proseguire con gli investimenti pianificati negli ultimi mesi, primo dei quali la creazione di una nuova linea. Ma c’è anche qualche novità: “L’azienda sta ancora facendo un studio, per cui non abbiamo certezze, ma l’idea di Cabur è quella di fare investimenti in alcuni reparti mirati a rendere più efficiente lo stabilimento”, rivela il segretario provinciale della Fiom.

Investire, questa secondo i sindacati l’unica ricetta per uscire da un 2013 difficile: per avere l’ufficialità bisognerà attendere febbraio, ma è ormai certo che l’azienda non raggiungerà, per l’anno passato, il pareggio di bilancio. “Sono 5 le persone finora fuoriuscite volontariamente – conferma Pasa – ed in media saranno una ventina le persone sospese in cassa integrazione. Ci vedremo ogni mese per monitorare la situazione”.

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