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Il loanese Don Antonio Suetta nuovo vescovo di Ventimiglia-Sanremo, messaggio ai fedeli: “Vengo in punta di piedi”

Loano. L’annuncio era giunto ieri per bocca di Mons. Oliveri, vescovo di Albenga-Imperia. E oggi il loanese Don Antonio Suetta, 51 anni, rettore del seminario vescovile di Albenga e direttore amministrativo della curia ingauna, scelto come nuovo vescovo della diocesi di Ventimiglia Sanremo, ha voluto inviare il suo primo messaggio ai suoi nuovi fedeli.

“Con il cuore colmo di trepidazione saluto con affetto e con gioia la Chiesa di Dio in Ventimiglia – San Remo e con essa rendo grazie al Signore e a Papa Francesco per questa chiamata, che tocca non soltanto la mia vita, ma anche il cammino di tanti fratelli e sorelle nella fede” inizia il messaggio scritto da don Suetta.

“La Chiesa di Albenga – Imperia, in cui sono venuto alla fede e sono diventato prete è confinante, tuttavia il varcarne il confine per venire tra voi costituisce un passaggio straordinariamente significativo e certamente l’inizio di un nuovo capitolo della mia vita sacerdotale – prosegue – Il Signore, chiamandomi all’Episcopato, mi affida codesta Chiesa particolare, ricca di storia, di fede e opere buone. Vengo da voi per annunciarvi il Vangelo, per donarvi la grazia di Dio e per servirvi nella cura pastorale, e per nessun altro motivo”.

Il neovescovo cita poi un’espressione di San Paolo, tratta dalla lettera ai Romani: “Ho infatti un vivo desiderio di vedervi per comunicarvi qualche dono spirituale perchè ne siate fortificati, o meglio, per rinfrancarmi con voi e tra voi mediante la fede che abbiamo in comune, voi e io”.

“Vengo in punta di piedi – è la sintesi del pensiero di don Suetta – consapevole dei miei limiti e delle tante insufficienze, fiducioso nella potenza della grazia di Dio, desideroso di conoscervi, deciso a spendere tutta la mia vita per voi. Rispondendo alla chiamata del Signore, ho accolto tutti e ciascuno di voi; anche a voi chiedo umilmente di accogliermi con affetto e di farmi posto nel cuore e nella vita”.

“Rivolgo uno specialissimo saluto al mio predecessore Mons. Alberto Maria Careggio e al carissimo Mons. Giacomo Barabino. Saluto i presbiteri, i diaconi, i religiosi, le religiose, i seminaristi, le famiglie e i giovani – continua – In particolare desidero far sentire la mia vicinanza agli anziani, ai malati, ai poveri e a tutti coloro che soffrono nel corpo e nello spirito. A tutti chiedo il prezioso dono della preghiera per la mia persona, per il ministero affidatomi e per la nostra Diocesi di Ventimiglia – San Remo”.

“Fin d’ora vi dico che non desidero altri doni, neppure simbolici, per me; se qualcuno, comunità o singoli, vuole esprimere con un segno la gioia e l’accoglienza di questo momento mi piacerebbe che lo facesse donando alla Caritas Diocesana per la necessità dei poveri” è la richiesta di don Antonio, che poi invita i fedeli a partecipare all’ordinazione Episcopale e all’ingresso in Diocesi.

“Ovviamente oggi non ho nessun particolare programma da proporvi se non il forte desiderio di accoglierci vicendevolmente per conoscerci e camminare insieme sulla via del Vangelo – dice – Desidero però condividere con voi una prospettiva, che ci ha consegnato Papa Francesco nell’Esortazione Apostolica “Evangelii gaudium”: “Sogno una scelta missionaria capace di trasformare ogni cosa, perchè le consuetudini, gli stili, gli orari, il linguaggio e ogni struttura ecclesiale diventino un canale adeguato per l’evangelizzazione del mondo attuale, più che per l’autopreservazione. La riforma delle strutture, che esige la conversione pastorale, si può intendere solo in questo senso: fare in modo che esse diventino tutte più missionarie, che la pastorale ordinaria in tutte le sue istanze sia più espansiva e aperta, che ponga gli agenti pastorali in costante atteggiamento di “uscita” e favorisca così la risposta positiva di tutti coloro ai quali Gesù offre la sua amicizia” (n.27)”.

“Conto su un particolare ricordo alla Grotta di Massabielle nel prossimo pellegrinaggio diocesano a Lourdes per il prossimo 11 febbraio, anniversario dell’apparizione della Vergine Immacolata. Mi affido alla protezione di Maria invocata in Diocesi nel mistero della sua Assunzione e all’intercessione di San Secondo ed invoco su tutti la Benedizione del Signore”, conclude il nuovo vescovo.

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