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Finale, mini-sciopero alla Piaggio: “Lavoro ce n’è, l’azienda deve impegnarsi” foto

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Finale L. Sciopero di un’ora alla Piaggio di Finale Ligure. Questa mattina i lavoratori sono scesi in strada dalle 8 alle 9 e poi si sono riuniti in assemblea.

piaggio finale

L’incertezza relativa ai posti di lavoro e, dunque al loro futuro, si fa ancora più pressante, e l’attesa vera è tutta per l’incontro del prossimo 6 febbraio a Roma presso il Ministero dello Sviluppo Economico.

L’azienda è chiamata a rispondere su piano industriale e occupazionale dopo l’annuncio di esuberi e pesanti esternalizzazioni, con l’incognita sulle definitive linee produttive che verranno inserite nel nuovo stabilimento a Villanova d’Albenga.

Spiega Paola Boetto della Rsu Piaggio Finale: “C’è stato un rinvio dell’incontro al Ministero per noi utile affinché sulla nostra questione entrasse in prima battuta anche il primo ministro Letta che sarà impegnato in un viaggio negli Emirati Arabi in cui si parlerà di varie crisi industriali tra cui quella di Piaggio. Qui non si tratta di un problema veramente occupazionale perché lavoro ce n’è e la ricchezza, ricordiamocelo, deve provenire da questo lavoro”.

“Proprio ieri mentre immaginavamo di poter contare su un clima di distensione nella trattativa, si continuano al contrario a preparare pacchetti di lavoro da destinare verso l’esterno e si buttano via attrezzature ancora buone – continua Boetto – Non comprendiamo se il lavoro che esce è necessario per organizzare il trasferimento in essere e se questo rientrerà quindi nello stabilimanto di Villanova. Questa assemblea è dunque volta a fare il punto della situazione: metteremo per iscritto i motivi della protesta perché arrivi anche al Ministero la voce dei lavoratori”.

E conclude: “In questa fabbrica c’è tanto lavoro: in revisione motori ci sono contratti per 150 milioni di euro, è arrivato materiale per 6 milioni. La ricchezza si crea dunque lavorando. L’incontro al ministero non può andare male, perché altrimenti vorrebbe dire che in Italia non si può più fare industria. Questa azienda deve predispotrre un piano industriale che nei prossimi 4 anni ci faccia trovare i modi per recuperare efficienza. Al contrario, non può fare cassa vendendo persone e lavorazioni”.

Commenta il sindaco Flaminio Richeri: “Il Comune, che non è stato convocato a Roma perché non direttamente coinvolto, sarà però presente per dare un segno dell’importanza che il mondo del lavoro ha per l’amministrazione finalese. Lo sciopero di questa mattina è legato a incongruenze che la Rsu ha verificato, visto che lavoro ce ne sarebbe e si stanno buttando via macchine utili. Il ragionamento ‘andiamo a cercare il denaro con il lavoro e non licenziando’ mi pare corretto”.

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