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Circolare in auto diventa un lusso: spariscono dalle tasche degli italiani 3.425 euro per mantenerla

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Liguria. 3.425 euro è l’ammontare che, in un anno, spende in media una famiglia italiana per utilizzare una sola macchina. E’ la denuncia emersa dal Rapporto Aci Censis e non è l’unica a trarre queste conclusioni. Anche l’Eurispess dichiara che il 25% della ricchezza che produce una famiglia viene destinato alle spese auto. Come si è arrivati a questo punto? Il governo tecnico nel 2012 ha incrementato le accise sul carburante e l’ultimo decreto del 2013 “Mille Proroghe” ha previsto incrementi sui pedaggi autostradali.

Questi sono solo alcuni esempi che suggeriscono come l’automobile si stia trasformando sempre di più in un bene di lusso. Di fronte a questo scenario le persone cercano vie di fuga riuscendo a cambiare, talvolta, anche il loro modo di muoversi pur di risparmiare. Qualche esempio? Car Pooling e Car Sharing o iniziative locali che promuovono l’utilizzo di biciclette. Questa l’analisi di www.assicurazioneauto.it.

L’annuario dell’Automobile Club d’Italia (ACI) negli ultimi due anni dichiara un aumento progressivo delle spese d’uso delle autovetture con specifico riferimento agli indici dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati. Il totale delle spese per il mantenimento dell’auto nel 2013 è oscillato tra i 167 e i 168 milioni. Ma quali sono le componenti di questa spesa? Il prezzo del carburante in primis.

Secondo viluppoeconomico.gov per un pieno di benzina (calcolato su un serbatoio di 60 l) si spende la bellezza di 103 euro per la benzina, 99 € per il diesel. Ci si chiede, su queste cifre quanto pesano le imposte? La benzina verde, ad esempio, senza l’I.V.A. e l’Accisa costerebbe 0,688 al litro. 41 euro anziché 103 per un pieno. Le tasse sul carburante vanno pagate, certo, ma qui c’è qualcosa che non quadra. La spesa è legata anche all’RCA.

L’Insurance Review 2013 della società di consulenza scsconsulting.it calcola che il prezzo medio di una polizza diretta Rca per il profilo 1 (uomo, 35 anni, Milano, classe di merito 2, utilitaria) si aggira intorno ai 469 euro. Il dato relativo alle polizze non dirette varia di poco in aumento. Ad esempio, il premio arriva a 593 euro. Non tralasciamo le altre due spese obbligatorie: il bollo che l’Aci-Censis stima in media intorno ai 204 euro e la revisione che comporta una spesa di 45 euro se fatta in motorizzazione o di 64,80 euro se presso un’officina autorizzata. Ogni quanto è obbligatorio farla? Dopo l’immatricolazione (entro la fine del mese di rilascio della carta di circolazione) passano quattro anni per la prima, dalla seconda in poi si fa ogni due anni. Una carrellata che apre gli occhi su quali siano i costi che pesano su quel 25% del reddito che scompare dalle finanze degli Italiani per mantenere l’auto.

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