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Bardineto, scomparsa di Nicola Mazza. La madre: “Nostro figlio sparito nel nulla”

Bardineto. L’appello è stato lanciato ieri sera da “Chi l’ha visto?”, su Rai 3, a fine trasmissione. Prima dei titoli di coda la conduttrice Federica Sciarelli ha chiesto aiuto per la famiglia di Nicola Mazza, 28 anni di Bardineto, mostrando la cartina della Liguria per far comprendere ai telespettatori dove si trova il piccolo centro valbormidese da cui, lo scorso 7 gennaio, il ragazzo si è allontanato con un bus di linea per trascorrere una giornata in Riviera, ma non ha più fatto ritorno a casa.

Carla e Giacomo, i genitori, ora sono davvero in ansia per il figlio, di origine brasiliana e adottato dalla famiglia Mazza quando aveva tre mesi. Nicola non è estraneo alle “fughe”, di carattere introverso e schivo, non ama i luoghi affollati né tanto meno parlare di sé sui social network, pur avendo amici in alta valle che frequenta da quando è bambino.

In età scolare ha frequentato la scuola forestale di Ormea, ora tre volte la settimana è impegnato in municipio dove svolge mansioni di catalogazione e assistenza agli impiegati comunali nell’ambito di una borsa lavoro a lui assegnata.

Nicola è ben noto quindi anche al sindaco di Bardineto, Franca Mattiauda: “E’ un bravo ragazzo, educato e simpatico, anche se molto riservato. I genitori gli hanno sempre dato tutto l’affetto e le cure che un figlio merita, e si sono sempre occupati di lui in maniera encomiabile”.

Il 7 gennaio il 28enne si è diretto a Loano, poi si è spostato ad Albenga e l’ultima sua traccia riguarda l’attesa di un bus a Borghetto in direzione Bardineto, poi più nulla. La mamma Carla aspetta il figlio con molta preoccupazione: “Già altre volte Nicola è fuggito, ma al massimo entro una settimana faceva avere sue notizie. Ora ne sono passate due e non sappiamo ancora nulla. Che volesse di nuovo isolarsi l’avevamo capito, infatti ci ha chiesto qualche soldo in più, di solito a casa non ne spende mai. In passato con la stessa modalità aveva fatto viaggi in Brasile, sua terra natale, dove lo avevamo accompagnato noi nel 1999 con altre famiglie che avevano adottato dei bambini, e in Venezuela, ma al suo rientro a casa ci ha sempre detto di non essere interessato a trasferirsi nell’America Latina”.

“Forse è un istinto dettato da un richiamo naturale alle origini. Nicola – prosegue la mamma – è un ragazzo che si isola per fuggire alle sue paure, lo abbiamo sempre capito ma come genitori ora siamo in ansia e vorremmo quantomeno sapere se sta bene. Se ha bisogno di stare da solo ci dica almeno dove si trova e se ha bisogno di qualcosa. Ha un cellulare con sé, però è spento dal 7 gennaio. Chiunque lo vedesse o sapesse dare informazioni si rivolga alle forze dell’ordine, senza fermare lui di persona, in quanto potrebbe spaventarsi ulteriormente”.

Il ragazzo, il giorno del suo allontanamento, indossava un giubbotto nero, un berretto nero, scarpe da ginnastica e jeans e sotto aveva una felpa gialla. Al polso ha l’orologio della mamma con un cinturino rosso. Con sé, però, non si è portato nessun cambio.

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