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Area servizio San Cristoforo Sud, fumata “grigia” dal vertice in regione: soluzione entro il 6 febbraio

Savona / Genova. Torneranno a incontrarsi il 6 febbraio Tamoil, Airest e Autostrade, e per allora dovranno aver trovato una soluzione: o una gestione diretta Tamoil, o una di Airest, oppure un gestore esterno, a patto però che Autostrade muti le condizioni.

area servizio san cristoforo sud savona

Questo, in estrema sintesi, l’esito del vertice tenutosi questa mattina in Regione, alla presenza dell’assessore Vesco, dei sindacati e dei lavoratori dell’area di servizio San Cristoforo Sud. Un incontro interlocutorio, che ha sancito la necessità di una mediazione tra le tre società coinvolte nella gestione della stazione di servizio tra Savona e Albisola, in direzione Genova.

Un’area chiusa a fine dicembre dal gestore, Servishop, per la crisi del traffico unita anche all’installazione, nel 2011, delle barriere antirumore in quel tratto di autostrada che ha costretto per mesi alla “chiusura forzata” dell’area di servizio. Una volta ultimati i lavori il punto di sosta è diventato quasi invisibile, rendendo insostenibile il peso di quindici lavoratori a fronte di un fatturato in continuo calo.

Durante l’incontro il funzionario romano di Autostrade ha chiesto a Tamoil l’immediata riapertura dell’area: il colosso dei carburanti si è dichiarato disponibile in cambio, però, di una modifica delle condizioni economiche in termini più favorevoli. Tamoil e Airest, inoltre, preferirebbero trovare un gestore esterno a cui affidare l’area, ma appare difficile, vista la situazione, trovare un soggetto disposto ad investire direttamente.

Gli scenari possibili, a questo punto, sono quelli di una gestione diretta Tamoil, una di Airest, oppure un gestore terzo ma senza l’onere di un investimento iniziale; il tutto a fronte di una modifica dei termini contrattuali con Autostrade. Su queste basi si riapre subito, dicono tutte le parti in causa.

“Mi aspettavo – ha commentato l’assessore Vesco – che Autostrade per l’Italia venisse con una soluzione concreta per consentire la riapertura rapida, ma così non è stato. Mi auguro a questo punto che la società Autostrade possa risolvere efficacemente la vicenda quanto prima”. 

Appuntamento il 6 febbraio, ed entro quel giorno si dovrà avere in mano la soluzione definitiva: una soluzione che, se arrivasse prima di quella data, potrebbe anche portare all’annullamento del secondo incontro per passare direttamente all’apertura.

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