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Viaggio nel mondo dello sport: il Tennis Club Loano foto

Loano. I tifosi del tennis savonese la ricordano ancora quell’estate del 1996. Non esistevano dirette streaming, né livescore. Chi non aveva l’abbonamento a Tele+2 andava al bar, a o casa degli amici, chiedendo di tralasciare per un attimo gli altri sport per dare un’occhiata alle telecronache di Rino Tommasi e Gianni Clerici. In quei giorni si guardava il canale sportivo nella speranza che le telecamere concedessero spazio ad uno dei campi secondari, dove giocava Mosè Navarra, 21enne di Borghetto. Sulla mitica erba londinese Mosè battè prima David Rikl, poi Albert Costa, entrando nei 32 e accendendo le speranze di tanti italiani. Poi, la sua corsa finì al cospetto di Jason Stoltenberg.

Tennis Club Loano

Al ritorno dal tempio del tennis mondiale, uno dei primi luoghi dove Navarra passò per salutare gli amici fu il Tennis Club Loano. La gente che lo aveva visto crescere, i campi dove aveva imparato i fondamentali. Il suo è l’esempio più noto, ma sono tanti i giocatori e le giocatrici cresciuti nella prestigiosa scuola loanese che hanno valicato i confini regionali per approdare in tabelloni nazionali ed internazionali.

Un circolo che ha più di 50 anni di vita. Era il 24 aprile 1959 quando in un locale del Kursaal, adiacente alla pineta, nell’allora Circolo dei Forestieri, un folto gruppo di appassionati dava vita ad una nuova associazione sportiva avente come scopo principale la propaganda e la pratica del tennis. Il nuovo club mosse i primi passi su due campi, in viale della Libertà, con la sede nella Loggetta cinquecentesca, suggestivamente collocati a ridosso delle antiche mura del centro storico, nella zona che è attualmente sede del teatro all’aperto, nel Giardino del Principe.

Già in quella sede e in quegli anni “pionieristici”, l’attività sociale, grazie all’entusiasmo degli allora dirigenti e soci appassionati, era tale da lasciare intravvedere quello che sarebbe stato il roseo futuro della società. Infatti, furono organizzati numerosi tornei e manifestazioni, precorrendo e incoraggiando il fenomeno che, negli anni Settanta, sarebbe poi stato definito il “boom” del tennis.

Fu con perfetta scelta di tempo e felice intuizione che nel 1970 si iniziarono i lavori per realizzare i nuovi impianti lungo la via Aurelia, sede attuale del club, che prevedevano la costruzione di quattro campi, completi di club house con spogliatoi e bar. Il complesso poteva pertanto ritenersi più adeguato alle esigenze createsi in seguito all’accresciuta richiesta. Il 1971 vide l’inaugurazione dell’impianto e il trasferimento del club e con l’esibizione di giocatori quali Pietrangeli, Mulligan, Castigliano e Caimo.

Da quel giorno sulla terra rossa loanese si sono alternati tantissimi giocatori, di ogni età e provenienza. Ora i campi in terra battuta sono cinque, due sono in erba sintetica. Nel periodo invernale tre campi in terra battuta sono coperti da palloni pressostatici, permettendo di svolgere un’attività regolare anche in caso di maltempo.

Gianni Siccardi, uno dei consiglieri della società, spiega la crescita e ciò che rappresenta il Tennis Club Loano: “Si è sviluppato implementando la sua attività agonistica, ma soprattutto dando un grosso impulso sotto il profilo turistico e delle manifestazioni che sono arrivate al top con l’utilizzo del palazzetto con Adriano Panatta, Corrado Barazzutti, Antonio Zugarelli e il savonese Gianni Ocleppo che facevano parte della squadra nazionale. Dopodiché ci siamo dedicati al settore femminile e anche in questa occasione il palazzetto dello sport è stato un ottimo supporto a quella che è stata l’attività clou del Tennis Club Loano”.

“Il Tennis Club Loano non è solo manifestazioni – prosegue Siccardi -, ma soprattutto, dal 1972, è un club fortemente votato all’attività giovanile. La nostra scuola ha sempre circa un centinaio di ragazzi che la frequentano. Oggi gli iscritti sono circa duecento, metà dei quali ragazzini che svolgono attività agonistica, ma abbiamo anche attività amatoriali e soprattutto organizziamo tornei di interesse nazionale, nei quali i nostri atleti hanno la possibilità di cimentarsi”.

Da sei anni, nel segno di una continuità internazionale che dura dalla nascita del circolo, il Tennis Club Loano ospita la fase finale dell’Europa Cup femminile, attuale fiore all’occhiello tra i tanti eventi organizzati. Ad inizio luglio le otto migliori nazionali europee Under 14, provenienti dalle selezioni continentali, si affrontano per la conquista del titolo di categoria. Future campionesse, alcune delle quali, nel giro di pochi anni, divengono protagoniste del circuito WTA.

Grande importanza, oltre all’attività individuale dei singoli tesserati, hanno i campionati a squadre. Loano, sia in campo maschile che in quello femminile, negli ultimi anni ha militato in Serie B. Tutti i soci, comunque, possono trovare la propria dimensione: dalla Serie C alla Serie D3, passando per campionati Over e Under. I colori rossoneri sono rappresentati in forze e a svariati livelli.

Il Tennis Club Loano si inserisce nell’ampia offerta sportiva della cittadina, come sottolinea lo stesso consigliere. “A Loano c’è un’eccellenza nel campo dello sport. I ragazzi di Loano hanno la possibilità di poter scegliere tra una ventina di società sportive, tutte offrono tecnici e qualità di gioco elevate ma soprattutto un grande interesse nel sociale. Ai genitori che decideranno di portare da noi i loro figli, dico che lo potranno fare con la stessa sicurezza con cui li avvierebbero ad altri sport, con la certezza che abbiamo sempre l’intento di dare qualità e offrire un ambiente che si affini a quello della scuola e della famiglia. Non è un ambiente selettivo, come molti pensano: per tutti c’è la possibilità di giocare. Qui tutti i nostri soci, così come i nostri allievi, fanno parte di una grande famiglia dove nei weekend, con tornei e attività ricreative, c’è la possibilità di sfogare le proprie voglie”.

La scuola del circolo loanese attualmente conta su 85 atleti, in età compresa tra i 5 anni ed i 18 anni. Il responsabile della scuola è Marco Boesso, che in passato ha allenato giocatrici che recentemente hanno giocato in Federation Cup. È coadiuvato dagli istruttori Sergio Olivieri ed Edoardo Bargetto e dal maestro Carmelo Condorelli. “Quest’anno abbiamo rinnovato la scuola – sottolinea Siccardi -. Come altri sport, il tennis ha la necessità di essere completato. Per questo motivo abbiamo un preparatore atletico, laureato Isef e Scienze Motorie e concorsi specifici che lavora sulla compensazione degli arti superiori”. Nulla, quindi, viene lasciato al caso, cercando di raggiungere il massimo dell’organizzazione.

Il Tennis Club Loano, ovviamente, è aperto a chiunque voglia affittare un campo per passare un’ora giocando con un amico. Tutto, però, va a supportare economicamente l’attività sportiva di bambini e ragazzi. “Il nostro è un club assolutamente volontaristico, gestito dai soci – precisa Siccardi -. Non c’è nessuna attività privata, nessuna volontà di lucro. Tutto quello che incassiamo è destinato all’attività giovanile. Chiaramente chiediamo un piccolo contributo alle famiglie: parliamo di 25/30 euro al mese, sui 50/60 per le attività agonistiche”.

Un circolo più vivo che mai, quindi. Sui suoi campi, ogni giorno, c’è chi si sfida a suon di diritti, rovesci, servizi e volée; al loro fianco c’è chi li insegna con pazienza ai tennisti in erba. Divertirsi e socializzare, prima di tutto, ma da Loano ad un Grande Slam la strada si può percorrere, c’è chi lo ha dimostrato.

Commenti

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  1. Tex Murphy
    Scritto da Tex Murphy

    Bei tempi andanti …..fino alla fine degli 80 quando il tennis tirava sul serio. Adesso tra i giovani proliferano “sport” da combattimento che di sportivo hanno ben poco (escludendo le vecchie arti marziali ben inteso) ma anche sugli spalti del calcio non si scherza quanto a violenza. Evidentemente anche lo sport è specchio dell’epoca in cui si pratica.