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Ventenni arrestati per rapina ad Albenga: saranno giudicati con il rito abbreviato

Albenga. Nuova udienza questa mattina del processo che vede a giudizio Luigi Roccadoro e Samuele Mao, i due ventenni di Albenga arrestati per tentata rapina nella tarda serata del 24 novembre scorso. Vista l’assenza della presunta parte offesa il procedimento è stato rinviato al prossimo 3 maggio quando gli imputati, come da loro richiesta, saranno giudicati con un abbreviato.

Durante l’udienza di convalida i due avevano fornito una versione dei fatti ben diversa dall’accusa. Secondo il racconto della presunta vittima, un ventunenne, i due amici si erano avvicinati alla sua auto nel parcheggio del supermercato Lidl di Albenga, lo avevano bloccato e gli avevano intimato di consegnargli il portafoglio. A quel punto il giovane sarebbe riuscito ad ingranare la marcia per scappare a tutta velocità e chiedere aiuto alla polizia.

Dalla descrizione dei due ragazzi i poliziotti, poco dopo, avevano fermato Roccadoro e Mao che, sulla base della testimonianza della presunta vittima, sono stati arrestati per tentata rapina. Sull’auto gli agenti avevano trovato anche due bastoni, motivo per il quale era scattata anche l’accusa di porto abusivo di oggetti atti ad offendere. Durante la direttissima in tribunale i due albenganesi avevano raccontato la loro versione dei fatti, in netto contrasto con la denuncia della vittima.

“Abbiamo accompagnato nel parcheggio un nostro amico e lo stavamo aspettando quando è arrivata una macchina che si è parcheggiata di fianco a noi e poi si è spostato nel posto auto davanti. A quel punto siamo scesi dalla nostra vettura, ma non ci siamo avvicinati a quel ragazzo” aveva spiegato Roccadoro. Gli imputati avevano poi negato di essersi avvicinati al finestrino dell’automobilista e di avergli chiesto di consegnargli documenti e soldi.

“Siamo rimasti dietro la sua macchina e io gli ho urlato solo qualcosa tipo ‘Vai a casa’, ma nulla più. A quel punto lui è andato via molto tranquillamente” aveva aggiunto Roccadoro il cui racconto era stato confermato da Mao che aveva assicurato: “Non abbiamo fatto niente di male”. Al termine delle deposizioni il loro arresto era stato convalidato, ma i ragazzi erano stati scarcerati senza alcuna misura cautelare.

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