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Vada Sabatia, il marito di una paziente gravemente malata: “Non c’è assistenza adeguata, la Regione intervenga”

Vado. Manca l’assistenza medica, riabilitativa e infermieristica adeguata per i pazienti neurovegetativi e in stato di incoscienza ricoverati presso la Segesta Vada Sabatia. La denuncia arriva da Luigi De Donato, marito di una delle pazienti, malata di sclerosi multipla, in cura presso la struttura sanitaria vadese.

L’uomo, che già nella primavera scorsa aveva denunciato la mancanza delle pappe necessarie all’alimentazione dei pazienti, oggi, documenti alla mano, è pronto a dimostrare che il protocollo firmato tra Asl 2 e Vada Sabatia non viene rispettato per le persone gravemente malate. “Ho scritto alla Regione Liguria per sensibilizzare il problema – dice -, dopo che a nulla sono valsi i tentativi di trovare una soluzione adeguata per le persone ricoverate”.

“Intanto il reparto dovrebbe ospitare 10 pazienti, ma sono attualmente ben 17: il medico che dovrebbe essere operativo 7 giorni su 7 non copre tutta la settimana, così come il programma di riabilitazione si attua solo per 3 giorni settimanali. Non c’è abbastanza personale infermieristico e riabilitativo per assistere in maniera consona tutti i pazienti. Ad esempio, nel caso di mia moglie viene tenuto l’ossigeno anche quando non serve, così restano le secrezioni bronchiali e altre complicazioni” aggiunge.

“Ho chiesto alla Regione di intervenire per ripristinare le condizioni stabilite nel protocollo di cura per questo genere di pazienti: anziché sperperare risorse in premi ai dirigenti o altro forse sarebbe meglio occuparsi dei veri problemi sanitari. Mia moglie è malata gravemente e dall’ospedale Santa Corona siamo venuti nella struttura di Vada Sabatia anche per la totale mancanza o possibilità di una assistenza domiciliare adeguata. Mi dicono che dovrei fare una azione legale…E ci sto pensando se non si risolverà il problema…” conclude.

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