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Savona, i “forconi” entrano nella sede di Equitalia e pretendono soluzioni per i “casi-limite”. Corteo diretto in Comune foto

Savona. Intorno alle 10 una delegazione di quattro persone è entrata nella sede di Equitalia ed è stata ricevuta dai responsabili savonesi. Problemi, rivendicazioni, casi-limite che non possono essere tollerati: si è parlato di tutto un po’, con qualche risultato concreto.

Come per Micaela che doveva fare i conti con il blocco amministrativo dell’auto, quando ha un disabile da trasportare per fare visite e per ogni evenienza che si venisse a presentare. “Mi hanno dato appuntamento per risolvere la mia situazione. Forse abbiamo trovato una soluzione” dice la donna dopo l’incontro.

“Ci è sembrato di capire che le persone con cui abbiamo parlato siano disponibili a parlare con chi ne ha bisogno e a fissare appuntamenti per alcuni casi gravi da risolvere – dice un ragazzo che faceva parte della delegazione in questione – Ci è stato detto a bassa voce che loro sarebbero volentieri in piazza a manifestare con noi ma rischiano ovviamente il posto di lavoro”. Alcuni applaudono altri urlano “E noi il lavoro non l’abbiamo!”.

Qui si incontrano storie diverse. Come quella del signor Vittorio, 77 anni, giunto qui per risolvere alcune faccende, e che sbotta: “Devo andare a pagare le cartelle di Equitalia per non farmi portare via la casa!” dice ai manifestanti. Con lui c’è la moglie ed entrambi parlano anche al microfono per far sentire le proprie ragioni. Poi c’è il ragazzino di 14 anni che piange perché il padre ha perso il lavoro. Il tutto è condito da slogan indignati. C’è chi parla di “omicidi di Stato”, di persone “uccise” dalle tasse.

Davide Mannarà, uno degli manifestanti in prima linea dice: “Ci sono commercianti che si sono tolti la vita a causa delle tasse. Loro si nascondano dicendo che faranno chissà che ma non mostrano le loro facce. Ormai è chiaro che il governo ci sta prendendo in giro. Il Comune di Savona si costituisce parte civile contro di noi? E’ vergpognoso perché non facciamo niente di male. Siamo qui non per saltare scuola ma per far capire che si sta esagerando e che non ci sentiamo tutelati. C’erano commercianti e famiglie con bimbi che ci applaudivano, ieri come oggi”.

Ora il corteo si sposta in direzione Comune dove i ragazzi si aspettano di parlare con il sindaco Berruti. Corso Mazzini risulta completamente bloccato.

Commenti

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  1. Scritto da mitsuagi

    A parte che son 13 anni, ma sei sicuro che è la stessa persona??? a savona ci son altre 4 persone che si chiamano come me e han più o meno la mia età!
    Comunque la cosa più importante è: ma che ci fa in giro al posto di essere in galera??? o ai domiciliari??? sempre se son la stessa persona.
    Inoltre non potrebbe essere a manifestare visto che è un condannato

  2. Belan
    Scritto da Belan

    Ahahahahahah grande unbe!

  3. unbe
  4. Scritto da grifoste

    Dite al signor sindaco che la costituzione di parte civile se la paghi con i soldi suoi e del suo scudiero di tullio, non con i nostri!!