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Savona, condannato ad un anno per la tentata truffa al “Soccorso Stradale Gigino”

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Savona. Condannato ad un anno di reclusione e 90 euro di multa (pena sospesa) per la tentata truffa a danno del titolare della ditta di soccorso stradale “Gigino” di Savona. Si tratta del sessantaduenne savonese Paolo Feligioni che questa mattina è stato condannato in tribunale per quattro dei capi d’imputazione che gli venivano contestati (per uno, il b, è stato assolto mentre per un sesto gli atti sono stati ritrasmessi alla Procura perché il giudice ha ravvisato gli estremi per contestare l’accusa di furto). Nella scorsa udienza il pm aveva chiesto una condanna a sette mesi di reclusione e 100 euro di multa e, limitatamente a due dei capi d’imputazione contestati, l’assoluzione dell’imputato. La sentenza è attesa per l’11 dicembre.

Feligioni era accusato di aver fatto acquisti ed operazioni per conto della società spacciandosi per socio della stessa. Secondo quanto gli veniva contestato avrebbe infatti contattato la “Gigino” per concordare la creazione di una nuova società, poi mai effetivamente costituita, ottenendo così il permesso di frequentare la ditta solo per “verificare l’andamento della stessa e le modalità di svolgimento del lavoro”. A quel punto però, dopo aver ottenuto la fiducia del titolare della ditta, Feligioni avrebbe iniziato a presentarsi all’esterno come effettivo socio.

In particolare all’imputato, assistito dall’avvocato Flavio Astiggiano, veniva contestato di essersi presentato a diverse aste giudiziarie per conto di “Gigino” acquistando veicoli e motoveicoli, un registratore di cassa e mobili (un divano, due tavolini, una credenza da bar). E ancora di aver consegnato ad un carrozziere tre auto destinate alla rottamazione, sempre per conto di “Gigino”, ordinando di ripararle e presentandosi poi a ritirare una delle vetture. Beni che, secondo l’ipotesi accusatoria, avrebbe poi rivenduto ad ignari acquirenti.

A Feligioni era contestato anche di aver dato indicazione di eseguire diverse “minivolture” di veicoli, di aver acquistato materiale da carrozzeria per 9200 euro presso “Autocar” e di aver ordinato due iPhone, il tutto sempre facendo fatturare le spese a “Gigino”. Infine si sarebbe fatto consegnare 2300 euro da destinare ad una scuola guida per un ipotetico corso senza versare mai un centesimo.

Gli episodi risalgono al periodo luglio 2008-marzo 2009. L’inchiesta era partita dopo la denuncia del titolare di “Gigino” che, vedendosi recapitare delle fatture per prestazioni mai richieste, si era insospettito.

Accuse quelle del titolare della ditta di soccorso (parte civile nel processo con l’avvocato Bruno Fabio Celentano) che sono sempre state respinte da Feligioni. L’imputato infatti sosteneva di essere stato effettivamente un dipendente della “Gigino” e di aver sempre agito su delega del titolare. Dalle testimonianze era emerso che l’imputato era solito presentarsi ad alcuni fornitori per conto di “Gigino”. Anche alcuni testimoni avevano confermato che Feligioni “si comportava come fosse il proprietario della ditta: prendeva i soldi dalla cassa e anche dai clienti”.

 

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