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Savona, 2,5 kg di eroina in cantina: resta in carcere l’albanese, ai domiciliari il proprietario del locale

Savona. Sono stati interrogati questa mattina Detion Ramaj, 25 anni, albanese, e Marco Brigadoi, 49 anni, i due finiti in manette durante un’operazione della squadra mobile lunedì scorso. Ad interrogarli il gip Fiorenza Giorgi che ha convalidato entrambi gli arresti e la misura cautelare in carcere solo per l’albanese (che si è avvalso della facoltà di non rispondere). All’italiano, che secondo gli investigatori avrebbe avuto un ruolo marginale nella vicenda, sono invece stati concessi i domiciliari.

I poliziotti da giorni tenevano sotto osservazione la cantina di via San Lorenzo, nel quartiere di Villapiana, di proprietà di Brigadoi, incensurato, cuoco di professione e volontario della Croce Verde di Albisola Superiore. Intorno al locale infatti era stato registrato un anomalo via vai da parte dell’italiano e dell’albanese, ma anche la costante presenza di noti consumatori di stupefacente.

Elementi che hanno convinto gli agenti a far scattare i controlli che lunedì hanno portato al sequestro dell’ingente quantitativo di sostanza stupefacente: 2,5 kg di eroina suddivisa in 5 confezioni da 500 grammi, oltre a 110 grammi di cocaina occultati nella cantina. Sempre nel locale i poliziotti hanno anche trovato un bilancino di precisione ed altro materiale (forbici, confezioni di plastica, un martello) utilizzati per confezionare le dosi.

A casa di Ramaj inoltre sono stati rinvenuti anche un grammo di hashish ed un grammo di cocaina che erano fasciati con un pezzo del cellophane ritrovato nella cantina. Un elemento che, secondo gli inquirenti, collegherebbe in modo inequivocabile l’albanese con l’attività di spaccio. Sempre nel suo appartamento sono stati trovati poi alcuni manoscritti che sarebbero una sorta di registro contabile del traffico illecito, oltre a diverse sim card, numeri di telefono e nomi dei presunti clienti.

Secondo quanto accertato dagli agenti della Mobile, l’attività di spaccio era gestita interamente dall’albanese mentre il ruolo dell’italiano sarebbe più marginale. Il quarantanovenne infatti sarebbe stato a conoscenza dell’uso che veniva fatto della sua cantina, ma l’aveva comunque affittata all’albanese. Ragione per cui gli viene contestata in concorso l’accusa di detenzione dello stupefacente.

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