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Piano-Casa Regione Liguria, Cascino: “Basta strumentalizzazioni: non autorizza nuovo cemento”

Regione. “Basta strumentalizzazioni sul Piano-Casa della Regione Liguria, non autorizza nuovo cemento, permette di costruire o ampliare, nei limiti previsti, il costruito e non ha nulla a che fare con il piano-casa del Governo Berlusconi”. Dopo l’approvazione della proroga fino al giugno 2015 da parte della Commissione e l’inoltro al Consiglio Regionale per il voto, l’assessore alla Pianificazione territoriale e Urbanistica della Regione Liguria Gabriele Cascino torna sul provvedimento sottolineando come “da almeno 15 anni nella legislazione nazionale e quindi di tutte le regioni italiane, sia previsto l’istituto della sostituzione edilizia per favorire la rigenerazione, la riqualificazione anche energetica degli edifici esistenti, a discapito delle nuove costruzioni, con la possibilità di demolizione e ricostruzione con un premio del 20% secondo le previsioni del piano urbanistico comunale. Norma che deriva dal principio, da me condiviso, di costruire sul costruito”.

Cascino precisa che il Piano Casa della Regione Liguria ha limiti molto precisi, “opera con gli stessi criteri citati e non autorizza nessuna nuova edificazione”. In particolare, il piano prevede l’ampliamento solo degli edifici esistenti non superiori a 450 mq e per ottenere un ulteriore premio del 10% è necessario adeguarli alla normativa antisismica e al rispetto del rendimento energetico. Previsto anche un ulteriore 5% se vengono realizzati almeno due dei seguenti interventi; tetto fotovoltaico, serbatoio interrato per il recupero delle acque piovane, ripristino e messa in sicurezza del territorio limitrofo pari ad almeno 20 volte la superficie totale dell’immobile ampliato.

“Il Piano Casa della Liguria prevede infine la demolizione e la ricostruzione degli edifici fino a 720 mq con un premio del 35% solo se in possesso di determinate caratteristiche. I casi riguardano immobili esposti al rischio idraulico in base ai piani di bacino (con ricollocazione del volume altrove), edifici con accertate criticità statico-strutturali con rischio per la pubblica incolumità oppure costruzioni che abbiano un’interferenza con opere di pubblica utilità” conclude l’assessore.

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