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Paziente morta in ambulanza: respinta la richiesta di opposizione all’archiviazione

Cairo M. Non ci sarà nessun procedimento penale per il caso di Karen Bennet, la paziente di 63 anni morta in ambulanza durante il tragitto in ambulanza tra il San Paolo di Savona, dove i medici le avrebbero dovuto applicare una Peg (un tubicino allo stomaco per consentirle la nutrizione), e l’ospedale di Cairo. Il giudice per le indagini preliminari Fiorenza Giorgi, dopo l’udienza di ieri, ha deciso infatti di respingere la richiesta di opposizione all’archiviazione presentata dai familiari della donna.

Ad optare per l’archiviazione era stato il sostituto procuratore Giovanni Battista Ferro, una decisione contro la quale era stata presentata opposizione del marito della signora, assistito dall’avvocato Giovanna Vigna. Ieri era stata celebrata l’udienza davanti al giudice Giorgi durante la quale il legale di parte civile aveva chiesto un supplemento d’inchiesta. Istanze che non sono state accolte dal giudice che ha invece archiviato  il procedimemto.

La signora Bennet era arrivata nel nosocomio savonese alla vigilia di Ferragosto 2012, ma, vista la gravità delle sue condizioni, l’operazione di gastroenterologia era stata annullata e lei era stata riaccompagnata in ambulanza al San Giuseppe di Cairo. Secondo la perizia eseguita per la Procura, la donna sarebbe clinicamente deceduta durante il trasporto nella zona tra Cadibona e Altare. Il marito di Karen Bennet poi aveva presentato un esposto dal quale aveva preso le mosse l’inchiesta per omicidio colposo e falso (i magistrati ipotizzavano che fosse stato modificato il certificato di morte della paziente) che aveva coinvolto alcuni medici dei due ospedali. Alla luce delle indagini e degli accertamenti eseguiti sulle cartelle cliniche della paziente e sulla strumentazione con cui era stata monitorata, il pm Ferro ha chiesto l’archiviazione.

Nel mirino della Procura erano finite tre fasi di questa vicenda: la mattina della vigilia di Ferragosto, quando la donna aveva lasciato l’ospedale di Cairo per l’intervento al San Paolo (il sospetto era che la paziente fosse già in gravi condizioni che avrebbero dovuto sospendere il trasferimento); il momento in cui Karen Bennet era stata presa in consegna dai sanitari di Gastroenterologia (come mai se, come ha raccontato il marito, la donna “stava male, se ne stava andando…” non è stata trattenuta nel nosocomio savonese per un tentativo di rianimazione?); infine sotto esame era finito il viaggio di ritorno della signora a Cairo.

Le conclusioni alle quali era arrivato il magistrato avevano stabilito che le condizioni della donna fossero così gravi che il mancato trasferimento da un ospedale all’altro non avrebbe potuto scongiurare l’evento mortale. Quanto al presunto falso nelle cartelle cliniche, la Procura aveva trasmesso gli atti alla Asl per valutare provvedimenti disciplinari ma non aveva ravvisato rilievi penali. Su questo aspetto il giudice Giorgi non ha invece ravvisato un profilo “doloso” nel commettere il falso (necessario affinché ci siano i presupposti per contestare il reato).

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