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Lettere al direttore

Manifestazione dei Forconi: “Mettersi l’un contro l’altro non serve a niente”

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Riguardo alla manifestazione dei cosiddetti Forconi che hanno bloccato il traffico in via Don Bosco costringendo centinaia di persone per oltre due ore a non muoversi prigioniere delle proprie auto e che mi ha visto, abituato come sono a dire sempre ciò che penso, mio malgrado protagonista di un tafferuglio piuttosto pesante (a tal proposito perché vigili urbani posizionati a pochi metri non sono intervenuti?) vorrei dire due cose.

La prima è che simile forme di contestazione rappresentano nient’altro che un aspetto della Guerra dei Poveri grazie alla quale il mondo viene controllato da sempre da parte del potere consolidato, la seconda che chi magari ha messo la propria faccia per anni cercando di cambiare qualcosa non può sopportare di essere insultato da un ragazzino nascosto dietro la massa. Sono sempre stato dalla parte dei più deboli, senza tema di smentita, ma queste forme di violenza sequestrativa non mi possono appartenere e non mi apparteranno mai. Per questo non ho paura della massa e di affrontarla quando questa lede i diritti della gente comune alla quale appartengo.

Io comprendo fino alle fondamenta tutti i problemi di chi si trova senza lavoro, ma vorrei dir loro che il mondo è cambiato completamente e posti fissi con tredicesime e ferie pagate a 36 ore settimanali non ne esisteranno più. Vorrei dir loro che occorre rimboccarsi le maniche e prendere il lavoro dove si trova, perché si trova se lo si vuole davvero.

Vorrei dire al ragazzo e alla ragazza che mi hanno insultato  che proprio portare il cervello all’ammasso, perché a vent’anni non si può scendere in piazza senza neanche sapere perché e per cosa, ha portato a questa situazione condannata a peggiorare e altro non è che consegnarsi ad una vita di frustrazione. Agli esodati, figli sfortunati di una situazione che NOI TUTTI abbiamo creato legittimando un sistema fondato sulle compiacenze e raccomandazioni, auguro di risolvere i loro problemi prima possibile ma nell’attesa di cercare un lavoro anche pesante, anche disagiato, ma sempre un lavoro che comunque consegni dignità in attesa che i loro sacrosanti diritti vengano riconosciuti.

Mettersi l’un contro l’altro non serve a niente, nei Palazzi principi di questa pseudo democrazia la logica è di far trascorrere il momento senza troppi danni aspettando il ritorno del silenzio.

 

Guglielmo Giusti

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