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Legge di Stabilità, l’assessore Rambaudi: “No al bonus bebè, risorse vadano nel fondo famiglia”

Regione. “Non serve il fondo bebè, semmai i 22 milioni che dovrebbero costituirlo è più opportuno che confluiscano nel fondo famiglia per essere destinate alle Regioni ed utilizzate così in base alle priorità territoriali”. Lo dice la coordinatrice al welfare della Conferenza delle Regioni e assessore della Liguria, Lorena Rambaudi, mentre in commissione bilancio della Camera si stanno definendo gli emendamenti da inserire nella Legge di Stabilità.

“Rispetto all’anno scorso – dice Rambaudi – mancano 40 milioni nel fondo sociale e inoltre non vi è il finanziamento del fondo famiglia che in Liguria viene utilizzato per gli asili nido. L’auspicio è che si possa rimediare e rivedere una misura decisa a livello nazionale su materie che sono invece di competenza regionale”.

Lorena Rambaudi (nella foto), commentando il report dell’Istat sul reddito e le condizioni di vita, ha affermato: “Il Governo deve attivarsi per individuare una misura concreta di contrasto alla povertà e di sostegno all’inclusione attiva, già dal 2014, come annunciato dal Ministro del lavoro, Enrico Giovannini, per superare l’intervento più assistenzialistico della social card”.

“Il dato impressionante – ha detto Rambaudi – è che nel 2012 ammontavano al 29,9% le persone a rischio povertà o esclusione sociale, un dato che è ulteriormente cresciuto in questi anni. Sono aumentate le persone che vivono in famiglie severamente deprivate, dall’11,2 del 2011 al 14,5% del 2012 e il rischio di povertà o di esclusione sociale è di 5,1 punti percentuali più elevato rispetto a quello medio europeo pari al 24,8%, come conseguenza della più elevata diffusione della severa deprivazione: 14,5% contro una media europea del 9,9% e del rischio povertà, 19,4% contro il 16,9%”.

In pratica famiglie che non possono permettersi durante l’anno una settimana di ferie lontano da casa che sono passate dal 46,7% al 50,8%, che non hanno potuto riscaldare adeguatamente la propria abitazione, dal 18% al 21,2%, che non riescono a sostenere spese impreviste di 800 euro, dal 38,6% al 42,5%, o che, se volessero, non possono permettersi un pasto adeguato ogni due giorni dal 12,4% al 16,8%.

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