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Kronoteatro Albenga: i laboratori di quest’anno

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Albenga. Da sette anni si sviluppa ad Albenga il laboratorio teatrale permanente “Kronocantiere”, progetto culturale importante per il territorio ingauno finanziato grazie al contributo della Fondazione A. De Mari, che è riuscito in questo lasso di tempo a creare un gruppo di lavoro “stabile” il cui obbiettivo dichiarato è la formazione professionale, la ricerca e la sperimentazione, al fine di avvicinare le nuove generazioni all’arte del teatro, avviandole mediante un percorso formativo strutturato all’attività professionale nell’ambito dello spettacolo.

Avvicinamento e educazione al mezzo dunque, che in questi anni ha prodotto risultati d’eccellenza, contribuendo ad esempio alla costruzione delle competenze necessarie alla realizzazione di alcuni degli spettacoli firmati dalla compagnia Kronoteatro, spettacoli che hanno poi varcato il confine regionale per essere rappresentati in festival e teatri tra i più prestigiosi in Italia.

Il programma di quest’anno si articola nel segno della continuità, da una parte, e dell’apertura alle novità offerte dagli ultimi strumenti messi a disposizione della tecnologia, dall’altra. Prosegue la ricerca incominciata nella passata edizione da Maurizio Sguotti e i suoi allievi sul lavoro e le sue implicazioni nel contemporaneo, attraverso il laboratorio dal titolo “Il lavoro nobilita l’uomo?”. Tematica di grande attualità, sviscerata lo scorso anno nella sua analogia con le formule della Fisica per approdare ad uno spettacolo d’impatto adatto alle centinaia di ragazzi delle scuole medie coinvolti nella rappresentazione andata in scena al Teatro Ambra.

Da quell’esperienza nasce l’esigenza di approfondire criticamente l’analisi, prendendo in esame il lavoro come forma di schiavitù, esplorando possibilità e limiti della concezione secondo cui l’uomo si realizza nel lavoro, in rapporto all’esigenza del “dover lavorare”. Il laboratorio coordinato da Sguotti, seconda tappa verso la realizzazione di una nuova produzione della compagnia albenganese che vedrà la luce nell’estate 2014, ha preso avvio l’11 novembre per concludersi il 5 Dicembre; undici appuntamenti pomeridiani in cui sperimentare un taglio ironico e graffiante per raccontare la speranza e l’illusione di gratificazione delle nuove generazioni incastrate nelle spietate dinamiche lavorative contemporanee.

Simone Pacini si occupa da 10 anni di comunicazione e organizzazione in ambito culturale, sarà lui il tutor di “#comunicateatro Training”, pratica e approfondimento sulle possibilità messe a disposizione dagli ultimi mezzi tecnologici, che si svolgerà il 4 e 5 Dicembre. Team building, consapevolezza che una buona attività sui social media può essere fatta solo in gruppo, “socializzazione” monitorata ed espansa, sono i cardini su cui si delineano le lezioni di un corso aperto a chiunque abbia interesse a migliorare le proprie capacità e conoscenze in fatto comunicazione e non solo. In questo momento storico è infatti riduttivo considerare il 2.0 solo uno strumento di comunicazione, essendo oramai divenuto un mezzo necessario a creare e condividere esperienza, dialogare tra generazioni, raccontare un territorio.

“Il corpo e la voce” è invece il titolo del seminario che conclude l’esperienza del Kronocantiere 2013: distribuito in tre giornate, dal 14 al 16 Dicembre, è tenuto dal docente Renato Gatto, esperto di vocalità che ha elaborato nel corso della quasi trentennale esperienza di insegnante un personale percorso didattico – formativo ponendo al centro del proprio interesse il rapporto tra gesto e suono. La voce è corpo, la sua natura è respiro e suono emesso da organi vitali, è trasformazione della necessità vitale, il respiro appunto, in necessità sociale: è quindi affermazione della propria esistenza e presenza, relazione tra lo spazio interno e spazio esterno, tra individualità e universalità. Solo una profonda attenzione all’influenza della voce sul movimento e viceversa può garantire una espressività organica e armonica. La voce come sonorità dell’esistenza.

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