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Indagine su condomini savonesi beffati da amministratore, Anaci: “Esistono sistemi di controllo ma non apriamo una caccia alle streghe”

Savona. “Questo amministratore non appartiene ad Anaci. Esistono comunque dei metodi di controllo sull’operato di questi professionisti e invitiamo i condomini ad utilizzarli in caso di dubbi. Basta che non si apra una ‘caccia alle streghe'”. Si può sintetizzare così il commento del presidente di Anaci Savona, Alfredo Crovetto, sulla notizia dell’esistenza di un’indagine della Guardia di Finanza sull’operato di un amministratore di condominii savonese.

La vicenda è emersa nelle scorse ore ed ha inevitabilmente suscitato clamore. L’ipotesi è che l’amministratore in questione, un professionista che da anni operava a Savona e recentemente è stato colpito da emorragia cerebrale (è in coma al Santa Corona di Pietra Ligure), abbia trasferito i soldi degli stabili che gestiva su conti privati. Un’operazione che, secondo la denuncia di un condomino, sarebbe avvenuta sistematicamente e gli avrebbe permesso di sottrarre centinaia di migliaia di euro.

Lo scenario ipotizzato dagli investigatori è che l’ammistratore per ogni bonifico ricevuto dai condomini versasse una parte del denaro su un conto privato, lasciando i soldi solo per coprire i pagamenti più urgenti e lasciando scoperti fornitori, assicurazioni ed altre utenze. Una gestione disinvolta che sarebbe stata scoperta proprio dopo i gravi problemi di salute che hanno colpito il professionista: il suo sostituto si sarebbe accorto dei buchi nei conti.

Una vicenda che ha inevitabilmente colpito anche l’Anaci, l’associazione degli amministratori di condominio di Savona, che, tramite il suo presidente, ha spiegato: “Questo amministratore non appartiene all’Anaci. Anni fa era iscritto, ma da tempo non c’era più. Credo sia una precisazione necessaria da fare. Ovviamente sentiamo solidarietà ‘a pelle’ per la vicenda e comprendiamo anche la situazione particolare della famiglia, ma non facendo lui parte di Anaci ci sentiamo un po’ fuori. Su quello che è successo però esprimiamo lo stesso disappunto che anche l’opinione pubblica può esprimere”.

“Parlando di questa vicenda posso dire che una volta tanto il legislatore è intervenuto positivamente. Con la riforma del 18 giugno scorso ha messo nelle mani dei condomini uno strumento potentissimo di controllo sull’operato dell’ammnistratore. Se i condomini esercitano il loro diritto di andare presso lo studio dell’amministratore e di verificare lo stato del conto corrente bancario del condominio (che è obbligatorio esista per ogni stabile) e ne verificano la posizione, è molto difficile che l’amministratore possa incappare in una situazione così pericolosa. Se si arriva a queste condizioni un po’ di responsabilità ce l’hanno anche i condomini che non hanno fatto valere i loro diritti. Con questo non voglio dire che da domani i condomini debbano fare una ‘caccia alle streghe’, ma controllare con più attenzione”.

“Noi di Anaci stiamo promuovendo un’immagine di qualità. Nei nostri uffici c’è un manifesto che dice: ‘il miglior acquisto dopo la casa è un amministratore Anaci’. Capisce che ci teniamo all’immagine ed alla trasparenza. Il fatto che non sia un nostro amministratore ad essere finito al centro di un’indagine ci rasserena”.

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