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Il 2013 della Capitaneria di porto savonese: meno interventi in mare, crescono i controlli ambientali foto

Savona. L’attività SAR – ricerca e soccorso per la salvaguardia della vita umana in mare – è stata nel corso dell’autunno piuttosto modesta (solo sei interventi) e priva di incidenti di particolare gravità; hanno aiutato la presenza quasi costante di condizioni meteorologiche particolarmente favorevoli nel mese di ottobre e la diminuzione generalizzata dell’attività diportistica nelle zone di mare della Provincia di Savona, già segnalata negli ultimi tempi.

Capitaneria di porto

Questa ridotta attività nautica delle imbarcazioni presenti negli approdi del savonese ha indotto la Capitaneria di Porto ad intensificare i controlli di sicurezza in banchina, anche perché le unità ferme rappresentano problemi di manutenzione e conseguenti rischi di natura “ambientale” ancora maggiori. E’ stato pertanto effettuato un controllo sistematico delle certificazioni di sicurezza delle unità da diporto, avvalendosi anche della collaborazione offerta dai gestori dei posti barca; sono state riscontrate alcune irregolarità (certificati scaduti, condizioni di manutenzione carenti) e nei casi più gravi si è arrivati alla rimozione, dalla vecchia darsena del porto di Savona, e alla successiva demolizione di due imbarcazioni che ormai non garantivano più le condizioni minime di navigabilità.
I controlli di sicurezza hanno riguardato in primis, ovviamente, le navi commerciali. In base al sistema di verifiche creato dall’Agenzia Europea per la Sicurezza della Navigazione (EMSA), gli ufficiali specialisti PSC della Capitaneria di Porto di Savona hanno sottoposto a visita tutte le 41 navi giunte nel porto di Savona – Vado Ligure con priorità 1 (per le quali la visita è obbligatoria) ed anche 12 navi con priorità 2 (per le quali la visita è facoltativa), contribuendo significativamente al raggiungimento nel settore degli obiettivi nazionali in campo comunitario. I predetti controlli hanno permesso l’individuazione di 118 deficienze, con l’avvio dei previsti procedimenti di correzione; solo in quattro casi è stato necessario giungere al fermo (“detenzione”) della nave.

Ispettori della Capitaneria di Porto di Savona hanno inoltre operato spesso in navigazione estera per il rilascio di certificazioni ad unità battenti bandiera nazionale (tra le quali numerose unità della Società Costa Crociere).
Sempre nell’ambito dell’attività di prevenzione si deve menzionare il rinnovo di tutte le tabelle minime di armamento delle navi gestite dalle società con sede a Savona Vado Ligure (Finbeta, Corsica Ferries e Rimorchiatori Carmelo Noli) così come richiesto dal Comando Generale delle Capitanerie di porto in adesione alle nuove normative comunitarie.
Molto frequenti i controlli di sicurezza volti a garantire il rispetto delle normative ambientali, per la prevenzione degli inquinamenti operativi o accidentali. Sono state 104 le navi di cui è stato controllato il tenore di zolfo dei combustibili utilizzati durante la permanenza in porto (combustibile che, in ambito europeo, deve obbligatoriamente essere molto più “pulito” di quello utilizzato in navigazione, con un tenore di zolfo contenuto entro lo 0,1% rispetto al 3,5% consentito per quello utilizzato in mare aperto); tutti i controlli effettuati hanno dato esito negativo, dimostrando un maggiore e generalizzato rispetto delle regole da parte delle compagnie di navigazione, che nel 2012, a Savona, erano state invece in più occasioni sanzionate.

Sono stati intensificati anche i controlli relativi agli obblighi di conferimento in porto dei residui di sentina; sono aumentate le navi (179 nel 2013, rispetto alle 168 del 2012) obbligate a conferire le cosiddette “morchie” prima della partenza dal porto. La quantità complessiva di prodotto recuperato è leggermente diminuita(3570 tonnellate nel 2013contro 4400 tonnellate nel 2012), ma anche questo dato, considerato insieme con il precedente, è un segno positivo sul piano della tutela ambientale: infatti arrivano oggi nel porto di Savona -Vado Ligure navi di costruzione più recente, che producono meno residui di sentina. Sono state infatti inviate alla demolizione, da parte dei loro armatori, unità di linea vetuste che conferivano ingenti quantitativi di morchie e acque di sentina.

Le Capitanerie di Porto si confermano pertanto, con il loro ruolo all’interno dei porti, un insostituibile interfaccia tra il mondo dei traffici marittimi – che pure in tempi di crisi rappresenta comunque l’80% dei movimenti di merci nel mondo e conferma la propria funzione determinante nell’economia contemporanea – e le realtà territoriali cittadine, provinciali e anche più distanti, che intorno a questa realtà portuale, pur tra le ben note difficoltà, continuano a vivere e a lavorare. Nella propria attività di polizia preventiva le Capitanerie di Porto – Guardia Costiera non hanno come obiettivo primario la ricerca di navi da fermare, di infrazioni da sanzionare (attività punitive che talvolta sono comunque costrette a svolgere); esse si pongono innanzi tutto il problema di come le navi possano viaggiare in regola ed in sicurezza, a beneficio dell’economia marittima in generale, ma soprattutto della salvaguardia della vita e della salute dei lavoratori del comparto ed alla protezione dell’ambiente marino, vero patrimonio comune dell’umanità.

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