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Fico d’india potato a lato dell’Aurelia a Finale, gruppo di cittadini indignato: “Ridotto a brandelli senza motivo” foto

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Finale L. “Non sempre i guasti contro l’ambiente sono opera di ignobili quanto ignoti vandali. Talvolta, o dovrei forse dire spesso, sono uomini pagati con soldi pubblici – soldi nostri – che compiono vandalismi gratuiti”. A dirlo è un gruppo di cittadini finalesi che denunciano quanto accaduto ad alcune piante poco prima della galleria del Castelletto.

“Chi, arrivando da Savona, sta per varcare la galleria del Castelletto, riceve il benvenuto di Finale con lo spettacolo indecoroso di una piccola discarica e di un fico d’India brutalmente maciullato dalle macchine decespugliatrici. Anziché limitarsi a tagliare la parte di vegetazione che sporge sull’Aurelia, infatti, i ‘giardinieri’ dell’Anas hanno sfrondato ben oltre il limite stradale, senza discernimento né motivazione alcuna, non trattandosi di vegetazione in prossimità di curve, spesso tagliata per favorire la visibilità”.

“C’era una volta uno splendido fico d’India, fiero di esibire ad ogni stagione una moltitudine di fiori rossi, spiccanti sul verde brillante delle foglie. Le macchine l’hanno ridotto a brandelli, alla pari di altra vegetazione spontanea che pietosamente celava i resti di altri vandalismi: i rifiuti di ignoti frequentatori della spiaggia antistante. In questo modo, l’opera di ‘pulizia’ ha raggiunto un duplice scopo: portare alla luce un mucchio di ‘rumenta’ e lasciare un morto sul campo. Peccato che il Comune non possa multare tutti gli autori di simile scempio: i ‘bagnanti’ perché non più identificabili, e l’Anas perché insindacabile nello svolgimento di operazioni svolte “per esigenze di servizio” conclude la lettera dei cittadini finalesi.

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