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Fermo dell’autotrasporto, Trasportounito chiede le dimissioni del ministro Lupi

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Liguria. “Il ministro Lupi rassegni le dimissioni. Mentendo, ha tradito tre volte la fiducia degli italiani: prima, facendo sua la posizione di associazioni che non hanno aderito al fermo e che parlavano di “minoranze” dietro alla proclamazione della manifestazione di protesta; secondo, minimizzando la portata del fermo che a suo parere non avrebbe prodotto alcun disagio serio nel paese; terzo, insistendo nella scelta di sperperare oltre 330 milioni di euro del contribuente destinati a finire nelle tasche di chi sostiene ad esempio l’Albo dell’autotrasporto e non certo in quelle delle imprese oggi in lotta”. A chiedere le dimissioni del ministro, invocando un immediato intervento della Presidenza del Consiglio, è Maurizio Longo, segretario generale di Trasportounito, impegnato in queste ore nel coordinamento dei presidi in atto, fra gli altri in Liguria e nel savonese.

“Soldi – aggiunge – che potrebbero essere destinati ai bisogni reali del paese risolvendo il dilemma Imu, per esempio, se il ministro avesse accettato di intervenire nel settore dell’autotrasporto con le modifiche normative a costo zero che Trasportounito richiede a gran voce”.

“So che la fatica è tanta, ma è il momento di non cedere: in ballo c’è il futuro delle imprese di autotrasporto, di migliaia di famiglie e forse, quello del nostro Paese” aggiunge ancora Maurizio Longo lanciando un appello agli uomini dell’autotrasporto che dalla scorsa notte presidiano oltre cento punti strategici del traffico merci e che oggi sono riusciti a bloccare più dell’80% delle attività di trasporto su strade e autostrade.

“La nostra protesta continua – precisa Longo – e i segnali di disagio sociale che per la prima volta accompagnano le rivendicazioni dell’autotrasporto forniscono la testimonianza tangibile della validità delle nostre scelte: rifiuto di finanziamenti a carico dei contribuenti in cambio di norme precise che consentano alle imprese di autotrasporto di sopravvivere in un mercato che è oggi drammaticamente e con enormi rischi per la collettività, caratterizzato da una illegalità diffusa e da uno sfruttamento ad alto rischio di chi lavora sulle strade e sulle autostrade del paese”.

Nel ricordare come gli uomini di Trasportounito abbiano rispedito al mittente i tentativi di delegittimazione, incassando un invito a riaprire la trattativa proprio da quelle associazioni che hanno contestato il fermo sino ad auspicare e favorire un intervento duro delle forze dell’ordine, Longo ha sottolineato l’esigenza di non mollare la presa: “Il disagio sociale – conclude Longo – testimoniato anche dalle scene nelle strade di Torino, dove i poliziotti si sono tolti i caschi davanti ai manifestanti, fornisce all’autotrasporto un eccezionale carburante per non tornare indietro”.

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