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Crisi industriale nel savonese, tavolo al Ministero: sì a strumenti ed incentivi per rilancio occupazione

Savona. Si è tenuto nel pomeriggio l’incontro al Ministero dello Sviluppo Economico per la crisi della provincia di Savona. Presenti la Regione, la Provincia, l’Autorità Portuale, i sindaci di Vado e Quiliano, il deputato Anna Giacobbe, Cna, Confindustria, Cgil, Cisl e Uil.

L’incontro arriva dopo mesi di pressioni delle parti sociali del territorio, con l’intenzione di trovare strumenti efficaci per rilanciare lo sviluppo della provincia e del suo tessuto industriale manifatturiero. “L’incontro è stato un primo importante segnale di attenzione alla situazione della nostra Provincia” dichiara Fulvia Veirana, segretario della Cgil savonese.

“Abbiamo riaperto un canale con il Ministero, che ci ha dato disponibilità di lavorare su un progetto di sviluppo che preveda finanziamenti ad hoc” continua la sindacalista.

La Regione dovrà redigere una proposta di piano i quali assi dovranno vertere su: portualità e trasformazione delle merci, sburocratizzazione, energia a basso costo ed energia sostenibile, ricerca ed innovazione. Il MISE si è impegnato a coinvolgere anche gli altri Ministeri nella stipula di un protocollo che li impegni ad investire sul nostro territorio.

“Importante anche la disponibilità a verificare con il Ministero del Lavoro per individuare ulteriori forme di sostegno al reddito e ad aprire al più presto anche confronti specifici per le crisi aziendali della Provincia, in particolare nella gestione della fase antecedente ad una possibile ricollocazione dei lavoratori savonesi nei progetti di sviluppo. Il percorso non si preannuncia semplice, ma incalzeremo costantemente le istituzioni perché più rapidamente possibile il nostro territorio possa ripartire” conclude la segretaria della Cgil savonese.

Commenti

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  1. Scritto da dartagnan

    Dagli anni ’70 in avanti il territorio della provincia savonese è stato sistematicamente smantellato eliminando quasi completamente l’industria per lasciare spazio ad una ipotetica trasformazione in qualcosa d’altro , trasformazione mai avvenuta, riducendo il savonese ad una provincia di anziani e al più consistente agglomerato di seconde case in Italia .Dopo aver assistito alla desertificazione di tutta la Valbormida e il Vadese (i 2 polmoni produttivi di Savona) la stessa parte politica , a volte, gli stessi personaggi, vogliono rilanciare lo sviluppo, ma se erano in grado e ne avevano la volontà , perchè non lo hanno fatto quando era il momento?