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Cna Liguria: “Positivo lo sforzo di non aumentare le tasse, ora risorse per lo sviluppo”

Liguria. La Cna della Liguria sostiene la battaglia della Regione contro l’applicazione del Decreto 68 che prevede l’introduzione dell’Irpef per scaglioni di reddito anche sulle aliquote regionali e che inficerebbe l’esenzione per i redditi sino a 28.000 euro lordi annui.

“La crisi economica è innanzitutto una crisi di mercato – ricorda Marco Merli, presidente di Cna Liguria – se con l’aumento della pressione fiscale si continuano a sottrarre risorse ai cittadini, si continuerà ad abbassare il potere di acquisto, finendo per aumentare i danni alle imprese e all’economia. Abbiamo apprezzato molto lo sforzo della Regione Liguria, in fase di presentazione del Bilancio di previsione 2014, di non aumentare la pressione fiscale. In questo quadro l’iniziativa assunta dall’assessore Rossetti di chiedere un rinvio dell’applicazione del decreto 68 va apprezzata e appoggiata con decisione”.

Scelte che trovano il consenso della Cna sono anche quella della proroga del Piano Casa, che può produrre risultati positivi per il decisivo settore delle costruzioni ed anche il recepimento in Commissione Bilancio degli emendamenti che accolgono le richieste di Cna Balneatori, riducendo gli aumenti della tassa regionale sui canoni demaniali dal 100% previsto al 25% e sull’esclusione dei titolari dei beni incamerati.

Cna sollecita invece un maggior impegno della Regione sulle risorse destinate allo sviluppo economico. La Regione Liguria ha una percentuale di risorse dedicate al totale del settore, comprendente tutti i diversi comparti dell’economia (artigianato, industria, commercio, fiere, ecc.) pari ad una percentuale dello 0,9% del bilancio, la metà della percentuale media delle regioni italiane a statuto ordinario.

“Così non possiamo continuare – prosegue Marco Merli – occorrono maggiori risorse per il credito, per la promozione commerciale delle aziende, per l’internazionalizzazione. Siamo schiacciati dalle richieste di imprese che ci chiedono di aiutarle a posizionarsi su nuovi mercati all’estero e dobbiamo fare i conti con pochi spiccioli, con i quali facciamo miracoli. Lo scorso anno siamo riusciti a fare un solo progetto per un solo settore, quello alimentare per il mercato tedesco: c’era la fila, hanno aderito ben 63 imprese alimentari liguri. Le potenzialità sono enormi, le risorse non ci sono”.

“Occorre proseguire con decisione nella direzione della sburocratizzazione, della semplificazione, della generalizzazione dell’autocertificazione, così come è giunta l’ora di “disboscare” il fardello delle agenzie e delle società partecipate, che hanno un costo non più sostenibile in proporzione a quanto servono: quelle risorse andrebbero direttamente destinate allo sviluppo economico”.

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