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Burlando: “La Liguria ha tagliato più di tutti, serve nuova legge elettorale regionale”

Liguria. Il presidente della giunta regionale, Claudio Burlando, nel corso della seduta del Consiglio regionale, dopo avere tracciato un quadro della grave crisi economica e finanziaria dell’Italia, ha affrontato la situazione relativa alla Liguria: “I dati della Liguria, al pari delle altre Regioni, sono purtroppo eloquenti: a causa della mancanza di risorse oltre 7.000 lavoratori in cassa in deroga non percepiscono gli assegni da giugno, e i lavoratori in mobilità (oltre un migliaio) non ricevono l’assegno da luglio. Siamo invece riusciti, grazie al comune impegno dell’assessorato al lavoro e della direzione regionale Inps, a intervenire rapidamente per l’emergenza esodati, togliendo dall’incertezza circa 2.000 persone”.

Il presidente ha continuato: “Il quadro politico nazionale si è drammaticamente complicato a causa dei risultati delle elezioni dello scorso febbraio. E – ancora di più – per i recenti sviluppi della situazione politica. Alla complessità di questa fase si aggiunge la sentenza della Corte Costituzionale che ha abolito il “porcellum”, una sentenza alla quale si è giunti per l’incapacità del sistema politico di porre mano in tempo utile alla riforma della legge elettorale. Mi sembra giusto che anche dalla Liguria venga l’auspicio che le forze parlamentari siano in grado di approvare una nuova legge che garantisca agli elettori la possibilità di eleggere i propri rappresentanti e salvaguardi la logica maggioritaria. Ma questa vicenda riguarda anche l’elezione del Consiglio regionale. Come si sa, un decreto governativo già convertito in legge, oltre a ridurre il numero dei consiglieri da 40 a 30, e questa non è la cosa più grave, toglie il meccanismo di riequilibrio automatico in caso di maggioranze limitate. Sarebbe grave se il Consiglio regionale non affrontasse questo tema dopo la pausa natalizia, tanto più che la modifica dello Statuto richiede una procedura complicata e una maggioranza qualificata per la riforma elettorale. Si voterà tra 15-16 mesi e penso che sarebbe opportuno prevedere una legge elettorale che garantisca una maggioranza certa, chiunque sia il vincitore della prossima tornata elettorale. È evidente – ha aggiunto – che la divisione in tre parti dell’elettorato porta con sé un rischio molto forte di ingovernabilità. Sarebbe grave se non approvassimo in tempo uno strumento legislativo per consentire una governabilità certa”.

Tornando agli aspetti economici Burlando ha precisato: “È doveroso riconoscere almeno un dato positivo: la progressiva stabilizzazione dei mercati finanziari, di cui un chiaro indice è stato l’ulteriore e sensibile diminuzione dello spread. Mentre l’Italia è uscita dalla procedura di infrazione per deficit eccessivo, la crisi ha colpito in profondità il sistema produttivo del secondo paese industriale europeo e ne abbiamo due esempi clamorosi proprio nell’economia della nostra regione: l’anno scorso il porto di Genova – ma un trend simile riguarda anche La Spezia e Savona-Vado – ha segnato il record nel traffico di container, oltrepassando i 2 milioni di TEUS. Ma se si analizzano i flussi si scopre che questo successo è dovuto a un fortissimo incremento delle merci che vengono esportate e a una speculare contrazione dell’import. Analogamente i dati turistici vedono un mix tra stranieri e italiani profondamente diverso: crescono gli arrivi da altri paesi a fronte del calo dei movimenti interni. Alla Spezia si è verificato addirittura il sorpasso degli stranieri sugli italiani”.

“La nostra Regione nel corso di questa legislatura, sommando i tagli nella gestione dell’ente e nel bilancio della sanità, ha diminuito la sua spesa di oltre 500 milioni di euro. Se parametrata alla dimensione nazionale del comparto regionale, questa cifra si tradurrebbe in 20 miliardi di taglio alla spesa pubblica. E, se si facesse il rapporto con l’intera spesa pubblica nazionale, il calcolo produrrebbe una cifra molto superiore, che consentirebbe già di affrontare politiche espansive. Anche se, in un quadro di risorse pubbliche sempre più scarse, abbiamo messo in campo vigorose azioni difensive. Un’azione si è concentrata soprattutto nelle tre aree economiche che corrispondono alle vocazioni principali e storiche della Liguria: le attività industriali, legate all’innovazione e alla ricerca; la portualità e la logistica, connesse alle opere infrastrutturali; il turismo, sostenuto dalla tutela ambientale e dalla valorizzazione del patrimonio storico e artistico. Questo impegno ha prodotto risultati tangibili: abbiamo salvaguardato tutti i tre stabilimenti di Fincantieri; le incertezze sul futuro di Ansaldo Energia sono state superate, almeno temporaneamente, l’Ilva era stata messa in sicurezza grazie all’accordo del 2005; una prospettiva è stata assicurata alla Piaggio, grazie al nuovo stabilimento a Villanova di Albenga, mentre ora è necessario difendere lo stabilimento di Sestri Ponente; ci siamo assunti una responsabilità diretta, attraverso Filse, per il trasferimento della Lames da Chiavari in Val Fontanabuona. Fincantieri ha acquisito impianti di avanguardia in Norvegia e ottenuto nuove importanti commesse. Oggi, mentre al Muggiano e a Riva Trigoso si costruiscono le Fregate Fremm, la commessa per una nuova nave da crociera è stata acquisita dal cantiere di Sestri Ponente. Nuove occasioni potranno essere colte anche grazie alle previsioni della legge di stabilità per il rinnovo della flotta nazionale”.

Secondo Burlando: “Un contributo nazionale strategico può venire dalla Liguria, ovviamente, dal comparto portuale e logistico. Gli investimenti ingenti in nuove opere in corso o già programmate nei porti sono essenziali per attrezzare l’Italia a non perdere la sfida di una riorganizzazione dei traffici mondiali dovuto alle nuove rotte artiche. È obbligatorio procedere senza esitazioni alla realizzazione del sistema d’infrastrutture destinato a servire i porti e le relative funzioni logistiche cioè del Terzo Valico, del nodo ferroviario di Genova, dei raddoppi dell’Aurelia, della strada a mare di Cornigliano, del nodo viario di San Benigno, della Gronda autostradale di Genova. La terza risorsa che la Liguria può sviluppare per il bene proprio e per quello dell’Italia, è il turismo di qualità, ma servono nuove iniziative per rendere raggiungibile la nostra offerta. Investiremo, insieme alle Camere di Commercio e all’Aeroporto di Genova, 6 milioni di Euro per attrezzarci e fare in modo che l’Expo milanese del 2015 sia una grande occasione per la Liguria. Così come siamo impegnati a favorire lo sforzo formativo per mettere il nostro sistema ricettivo in grado di accogliere al meglio – parlando la loro lingua – i turisti russi”.

Burlando ha poi posto l’accento sulla necessità di riforme per rendere efficienti i servizi pubblici di trasporto, erogazione dell’acqua e dello smaltimento dei rifiuti: “Per il Trasporto Pubblico Locale – ha spiegato – abbiamo risposto con una riforma complessiva definita negli ultimi mesi: siamo la prima Regione italiana che prevede un sistema integrato regionale tra gomma e rotaia, con la creazione di una Agenzia regionale per il passaggio al nuovo modello e la sua gestione. Per quanto riguarda in servizi sociali Burlando ha garantito che la Regione «riuscirà a mantenere i livelli di spesa garantiti finora”.

“Sul fronte della spesa farmaceutica pro-capite siamo scesi da 203 euro a 181 euro, sintomo di una maggiore attenzione all’appropriatezza e all’efficienza prescrittiva”. Burlando ha ricordato sul fronte dei presidi ambulatoriali territoriali la sostituzione di vecchie sedi con nuove più moderne ed efficienti.

Terminando il suo intervento Burlando ha sollevato un interrogativo: “Ci avviamo ormai alla conclusione della legislatura e pongo una questione: in un momento nel quale la politica è arrivata a questo punto di crisi, di perdita di autorevolezza, è possibile un confronto che – pur nella dialettica di posizioni differenti – si interroghi sul problema della credibilità generale della nostra attività e del ruolo della regione come istituzione? Siamo in grado di verificare insieme se, al di là di tutti i possibili limiti, questa nostra Regione, Giunta e Consiglio, sia stata in grado di svolgere con una certa dignità il ruolo di tutela degli interessi dei cittadini che rappresenta? Mi chiedo e vi chiedo se insistere sempre e soltanto sugli aspetti critici non finisca alla fine per contribuire a una delegittimazione di tutto il sistema, favorendo le forze che si esercitano ogni giorno in questa demolizione indiscriminata, di cui francamente non vedo l’utilità per alcuno. Se vogliamo contribuire a un profondo rinnovamento, indispensabile, della politica, dobbiamo saper vedere se la nostra capacità di resistenza e di proposta ha prodotto qualche risultato onesto e dignitoso, in un anno in cui tutto crollava intorno a noi. Un risultato utile anche per agire sulla leva del cambiamento futuro, qualunque sia l’esito del prossimo confronto elettorale”.

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