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Bombardier, il presidente Burlando incontra i lavoratori: “Azione a livello ministeriale” foto

Vado L. Al termine della seduta del Consiglio regionale, i capigruppo, il presidente della giunta Claudio Burlando e alcuni assessori hanno incontrato i lavoratori e i rappresentanti sindacali dello stabilimento Bombardier di Vado Ligure. I lavoratori oggi erano in sciopero per difendere occupazione e carico di lavoro per l’azienda di Vado Ligure.

bombardier protesta regione

“Occorre un’azione coordinata a livello nazionale – ha detto il presidente Burlando – rispondendo all’appello dei lavoratori – non tanto nei confronti dell’azienda di Vado Ligure ma nei confronti del gruppo internazionale nel suo complesso. Di questo ci faremo promotori già nei prossimi giorni a livello nazionale”. E Renzo Guccinelli, assessore allo Sviluppo economico ha spiegato che un primo incontro ci sarà giovedì prossimo.

“Nella riunione – ha spiegato Burlando – diremo che l’azienda non può affidarsi sempre allo stesso prodotto e ne deve certificare di nuovi e più moderni. Nel piatto dobbiamo mettere la nostra volontà di investire nel trasporto pubblico. Non siamo la Lombardia e non abbiamo la sua disponibilità economica, ma grazie alla legge sui trasporti dove prevediamo un unico bacino regionale per il trasporto ferro – gomma integrato possiamo investire in materiale rotabile utilizzando anche fondi europei. E’ solo attuando quel disegno d’integrazione regionale del trasporto locale che possiamo fare passi avanti, altrimenti si va a bagno tutti, aziende di trasporto e produttori di mezzi. Chiederemo ai ministeri dello Sviluppo economico e del Lavoro, per la parte relativa agli ammortizzatori sociali, di convocarci al più presto e nella prima seduta di Consiglio approveremo un ordine del giorno che spero possa essere unitario. E’ evidente che c’è un problema di gestione dello stabilimento di Vado, ma il vero nodo sono le intenzioni del gruppo a livello internazionale”.

Durante la riunione, coordinata dal presidente del Consiglio regionale Michele Boffa, i rappresentanti di tutte le sigle sindacali hanno espresso la loro grande preoccupazione per le sorti dello stabilimento che occupa direttamente 650 lavoratori, ma ne coinvolge complessivamente più di mille, considerando l’indotto. I lavoratori vogliono ottenere da parte dell’azienda l’investimento per l’omologazione e l’adeguamento dello stabilimento per la produzione del Polis (treno regionale a potenza distribuita) e della TYRAXX.DC3 (locomotore elettrico-diesel) e la garanzia che non si procederà con i licenziamenti almeno fino al completamento della commessa di Trenitalia per le ventinove locomotive a corto e medio raggio E464 già commissionate.

Alla Regione Liguria i lavoratori hanno chiesto l’impegno per avviare un tavolo di confronto presso il Ministero dello Sviluppo economico per affrontare la crisi, evitare i licenziamenti e il fallimento delle aziende dell’indotto. I sindacalisti hanno ricordato che l’azienda ha prodotto 573 treni e ottenuto finanziamenti per tre miliardi di mezzo di euro: 1,5 per l’alta velocità, 1,1 per i treni regionali, 527 milioni per l’adeguamento delle ferrovie della Lombardia.

“Ma il gruppo fa lavorare tutti gli stabilimenti d’Europa mentre noi di Vado siamo in cassa integrazione. I quattrini li hanno presi, ma li hanno portati all’estero. Negli incontri con la dirigenza a livello aziendale è stato evidente che manca un piano industriale e che il carico di lavoro sta diminuendo vertiginosamente: abbiamo commesse per 20 mila ore, ce ne servirebbero per 220-240 mila”.

Alla discussione hanno partecipato gli assessori allo Sviluppo economico Renzo Guccinelli, ai trasporti Giovanni Enrico Vesco, alle infrastrutture Raffaella Paita, all’urbanistica Gabriele Cascino.

Sono intervenuti anche numerosi consiglieri fra i quali: Antonino Miceli (Partito Democratico), Marco Melgrati (Pdl-Fi), Alessio Saso (Pdl-Nuovo centrodestra), Francesco Bruzzone e Maurizio Torterolo (Lega Nord Liguria-Padania), Maruska Piredda (Idv), Aldo Siri (Liste civiche per Biasotti presidente), Marylin Fusco (Diritti e Libertà).

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