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Andora, sempre più italiani in fila alla Caritas: richieste di aiuto triplicate

Andora. I nuovi poveri parlano italiano e affollano sempre più le fila dei bisognosi che si rivolgono alle nostre Caritas. Lo sanno bene le cinque volontarie di Andora (aiutate da una persona diversamente abile) che, ogni giorno, hanno a che fare con domande sempre più pressanti da parte di chi, in particolare in questo ultimo anno, ha perso il lavoro e, quindi, uno stipendio su cui fare affidamento.

Ad oggi, nella cittadina rivierasca, sono 13 le famiglie (per un totale di una quarantina di persone) che si rivolgono alla Caritas per essere rifornite di pacchi viveri. In sei casi si tratta di famiglie italiane, i restanti 7 sono nuclei stranieri (marocchini e albanesi in particolare). Quasi un “pari merito” insomma. La richiesta di abiti, invece, riguarda 8 famiglie (in questo caso per lo più straniere, con un’alta incidenza di badanti).

“Ci regoliamo in base alla situazione in cui si trovano le persone che si rivolgono a noi: i pacchi viveri di solito sono destinati a quei nuclei in cui né il marito né la moglie hanno un impiego – spiega la signira Antonella – Per l’abbigliamento, scarpe o passeggini rispondiamo alle domande anche di quelle famiglie in cui vi è un solo disoccupato. Poi valutiamo anche se si tratta di persone che già vengono aiutate dal Comune per l’affitto”.

“Nell’ultimo anno e mezzo ad Andora il numero di italiani che chiede aiuto è praticamente triplicato – continua la volontaria – Noi ci ingegniamo in ogni modo per non far mancare nulla a nessuno, ma è sempre più difficile. L’anno scorso per un piccolo errore nella richiesta al Banco Alimentare non abbiamo ricevuto alcun pacco alimentare per cui abbiamo dato vita ad alcune cene a 10 euro con le quali abbiamo pagato le spese per assicurare tutto l’anno il cibo ai bisognosi. Di questi tempi non è semplice”.

“A Natale a darci una mano, con una raccolta alimenti, saranno i bimbi del catechismo, mentre l’anno scorso, grazie allo spirito solidale dei dipendenti comunali che avevano rinunciato al pacco natalizio, avevamo ricevuto 1.650 euro. Oggi il Comune, con cui portiamo avanti una collaborazione proficua, fa lo stesso per la Sardegna. Ci sembra atto dovuto e un bellissimo gesto. Intanto noi lavoriamo sodo e lontano dai riflettori, come è giusto che sia” conclude la signora Antonella.

Commenti

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  1. Scritto da yogsototh

    si penelope un natale ricco per albanesi romeni senegalesi ecc…per loro si ma per gli italiani ormai non c’è nemmeno più l’atmosfera natalizia….

  2. Guidobaldo Maria Riccardelli
    Scritto da Guidobaldo Maria Riccardelli

    CERTO CHE QUESTA SITUAZIONE COZZA CON L’ARTICOLO NEL QUALE IL SINDACO FLORIS SI BEAVA DEL “NATALE RICCO” PER GLI ABITANTI DI ANDORA. LUMINARIE, FUOCHI ARTIFICIALI, STRAORDINARI PER IMPIEGATI AL COMMERCIO, POLIZIA MUNICIPALE, ETC.. FORSE NON SAREBBE STATO MEGLIO AMPLIARE I FONDI PER L’ASSISTENZA ALLE FAMIGLIE BISOGNOSE, E NON SPENDERE QUESTI DANARI IN COSE FUTILI E FRIVOLE ? PENSO CHE LA CITTADINANZA AVREBBE CAPITO…AH, IL MONTAGGIO ANALOGICO

  3. .
    Scritto da .

    Il problema di questo comune é che non va oltre a gli interessi stagionali, immobiliari. Le famiglie non sono tutelate. Hanno costruito cattedrali nel deserto, invece di creare una piscina ad esempio. Qui conta l’immagine, non la sostanza. Il problema é che anche l’immagine é mediocre. I servizi al cittadino sono ridotti all’osso. Inutile puntare sul virtuosismo gratuito.

  4. Ermes
    Scritto da Ermes

    Ottimo, gli immigrati con auto di lusso e case di lusso e gli italiani alla fame, mi sembra giusto.

    Ma che i politici si impiccassero tutti, sono loro e gli immigrati la vera causa della rovina dell’italia.

  5. Scritto da penelope

    ma il sindaco non parlava di un natale ricco!!! la gente è alla fame!!