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Scopre le poesie della moglie alla morte di lei: ne nasce un libro che conquista Albisola

Albisola Superiore. E’ la storia di un amore durato quarant’anni, che sopravvive alla falce inesorabile degli eventi terreni e manda in cortocircuito ogni possibile definizione. Proprio questa storia, il legame tra l’albisolese Alberto Mantero e la moglie Silvana Ercole, scomparsa nel 2008 dopo una malattia, è al centro di un libro di poesie che raccoglie i componimenti di lui e di lei, vicini nelle pagine come nella vita trascorsa insieme, combinati insieme armonicamente.

“Era inverno e arriva un signore anziano, giovanile e sportivo, educato e gentile. Vorrebbe stampare un libro – racconta Lorenzo Chiarlone di “L.Editrice” di Savona, che ha pubblicato il volume – Sono i versi poetici della moglie, scomparsa qualche anno fa, che lui quotidianamente va a visitare nell’area più alta del camposanto di Albissola Marina. Quei versi li ha trascritti e ordinati e poi ha aggiunto sinotticamente, a fronte di ognuna, le sue poesie, composte leggendo le parole delicate e vibranti della moglie”.

“Nel nostro incontro si parla della difficile situazione generale, della crisi economica, che tanto più colpisce il settore dei libri, non essendo generi di prima necessità – prosegue – Gli faccio presente l’inconsistenza, soprattutto, del mercato dei libri di poesie. Per lo più si stampano per propria soddisfazione, per regalarli agli amici. ‘Sì, siamo molto conosciuti ad Albisola. E poi mia moglie… le volevano tutti bene. Faremo una presentazione nell’oratorio. E poi li vendo a scopo benefico, per aiutare don Agostino, che ha tante attività e iniziative benefiche. Io do tutto l’incasso a lui. Il libro lo pago con i soldi che ho risparmiato non usando più l’auto, ora vado a piedi o in autobus’ mi risponde”.

Entrambi decidono di procedere. Escono le prime trecento copie: la metà viene già venduta durante la presentazione. Si ristampano e gli albisolesi reagiscono con attenzione e commozione. Alberto Mantero partecipa ad un’intervista a TV2000, ospite di Eugenia Scotti. E parte un’altra richiesta alla tipografia per un’ulteriore ristampa. “Credo sia un caso raro, se non unico” sottolinea Chiarlone.

“Non sono un poeta, non sono uno scrittore – premette Alberto Mantero – Ho sentito di mettere accanto le mie ‘risposte’ alle poesie di mia moglie. Ho notato che la gente rimane colpita dal fatto che sembrano incastrate le une con le altre. Sono monotematiche, sì: sono dedicate tutte a lei”.

Alberto non sapeva della passione per la scrittura della moglie, quando lei era in vita. Ha scoperto tutto dopo, con incantata sorpresa: “Ho notato i suoi versi nelle carte, quando si è spenta, riordinando le sue cose. E’ stata una scoperta sorprendente. Ho raccolto le sue poesie e le ho trascritte sul computer. Per un lungo periodo mi faceva male il solo pensiero di leggerle. Poi ho capito che non potevano restare lì”.

Le visite (o meglio le ‘passeggiate’) di Alberto al cimitero sono all’ordine del giorno. Parte da casa e macina tre chilometri: il tempo consono a lunghe riflessioni e, spesso, all’ispirazione. “Non è una fissa o l’incapacità di rassegnarsi; al contrario, sono sereno e mi sento tranquillo – spiega – Mi è venuta l’idea di un anagramma dei nostri nomi, del mio e di quello di mia moglie… Li ho visti tante volte scritti l’uno vicino all’altro, eppure proprio lì, al camposanto, ho anagrammato i nomi trovando la frase ‘Amore eterno arcano e vasto’. Allora sono andato a rivedere le poesie di mia moglie e ho constatato che anche le mie, scritte di recente, sembravano quasi procedere di pari passo”.

Insegnante di inglese lui, di lettere lei. Trentotto anni di matrimonio, più due di fidanzamento. Sono passati cinque anni dalla scomparsa di Silvana. “E’ stata una vera scoperta trovare le poesie di mia moglie, perché le teneva rigorosamente segrete – dice Alberto – Non c’è nessuna espressione specifica che possa definire il nostro amore, che sfugge alle definizioni. Il rispetto reciproco in una coppia è il principio fondamentale… Abbiamo vissuto una vita libera perché improntata al rispetto”.

Nella scrittura rivive l’amore spezzato dal capolinea terreno. La realtà dei sentimenti, per Alberto Mantero, va oltre le parole: “Esistono amori che si possono dire grandi e importanti, ma esiste anche l’amore eterno. Mi piace pensare di avere avuto il dono di realizzare la cosiddetta ‘sfera perfetta’ del Simposio di Platone. L’incontro tra due anime è un dono, non una conquista. Bisogna proteggere ogni dono e non si finisce mai di apprezzarlo”.

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