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Accusate di aver ritardato un parto cesareo: due ginecologhe del San Paolo a giudizio

Savona. Lesioni personali colpose gravissime in concorso. E’ l’accusa contestata a due ginecologhe dell’ospedale San Paolo di Savona, G.P. e C.O., che sono a giudizio per una vicenda risalente all’agosto del 2010. In particolare, secondo l’accusa, le due imputate non avrebbero correttamente valutato le condizioni di una partoriente ritardando un parto cesareo che invece si sarebbe dovuto eseguire con urgenza. Una decisione che avrebbe causato un “danno organico cerebrale da sofferenza ipossica” alla neonata.

Dopo la denuncia dei genitori (parte civile nel processo con gli avvocati Amedeo Caratti e Massimo Badella), e sulla base delle conclusioni di una perizia medico legale della presunta parte offesa (il pm non ha invece chiesto nessuna ulteriore consulenza), dalla Procura era arrivata la richiesta di rinvio a giudizio che ha portato le due dottoresse a giudizio. Questa mattina è stata celebrata un’udienza del processo durante la quale il legale di parte civile ha chiesto di poter citare in giudizio l’Asl come responsabile civile. Una richiesta che verrà formalizzata nella prossima udienza fissata a gennaio.

Nel dettaglio, le due ginecologhe (difese dagli avvocati Fausto Mazzitelli e Massimo Botta), secondo la contestazione della Procura, a fronte di un tracciato cardiotocografico ipovariabile, con multiple decelerazioni, avrebbero dovuto concludere che c’era una grave sofferenza fetale in atto e, di conseguenza, disporre, un cesareo urgente. Per l’accusa invece la cesarizzazione fu ritardata (la paziente era entrata al San Paolo alle 3 di notte e l’intervento fu eseguito alle 8,59 del mattino seguente) non impedendo quindi che la neonata subisse un danno organico cerebrale.

Commenti

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  1. pepper71
    Scritto da pepper71

    Purtroppo è accaduto anche a me quando è nata mia figlia, stesso ospedale stessa dinamica dei fatti ma per fortuna (mia ma anche dei dottori) la piccola se l’è cavata con danni lievi e non permanenti.
    La politica dell’ospedale è ridurre al minimo i parti cesarei in quanto hanno un costo molto elevato…tutto questo finchè non interviene seriamente la magistratura o qualche genitore esausto dell’incapacità e dell’incoscienza di questi camici bianchi da strapazzo!!!!!!!