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Venti colpi tra Liguria e Piemonte: in manette i maghi della truffa agli sportelli bancomat

Tra luglio e agosto scorsi hanno portato a segno una serie di colpi in Liguria, da Savona a Santa Margherita Ligure, nonché a Torino nell’ultima settimana. Riuscivano a sottrarre bancomat ad ignari cittadini, molto spesso anziani, con un’abile gioco di prestigio, oltre che con modi garbati.

Cronaca 13

Ma il raggiro, elaborato e proficuo per un certo numero di colpi, non è bastato e i maghi della truffa, in particolare un uomo e una donna magrebini, originari di Marsiglia, sono finiti in manette, arrestati ieri pomeriggio a Milano dal personale della Squadra Investigativa del commissariato di San Fruttuoso su provvedimento del pm Federico Manotti. I due sono accusati di furto aggravato in concorso di tessere bancomat, “commesso con destrezza”.

Approfittando anche dell’età anziana di alcune delle loro vittime, si posizionavano all’esterno dei bancomat cittadini e, dopo aver memorizzato il pin appena digitato, con un abile raggiro e con modi garbati, convincenti ed estremamente educati, riuscivano ad avvicinarsi all’ignaro utente e confondendolo con presunti guasti all’apparecchiatura, digitavano loro stessi i tasti di annullamento dell’operazione appena richiesta, riuscendo a sottrarre la carta bancomat con un vero e proprio gioco di prestigio, mascherando l’acquisizione con un foglio o un’agenda.

Subito dopo i malfattori si recavano ad un altro sportello bancomat della stessa banca per svuotare il fondo giornaliero del bancomat appena trafugato.

Le vittime, non rientrando più in possesso della tessera inserita nello sportello, rimanevano incerte sul da farsi e, pensando che ci fosse un guasto alla macchina erogatrice, si rivolgevano alla banca per recuperarla.

Dopo aver ricevuto circa venti denunce e dopo aver visionato numerosi filmati che ritraevano la coppia all’opera, gli investigatori hanno puntato immediatamente le indagini sull’uomo, Sallah Allaoui, 38enne, con precedenti per reati contro il patrimonio, già attenzionato dall’Interpol in Austria per analoghi reati oltre che dalla Questura di Milano. Ricostruite le fila delle amicizie, dei contatti e delle tracce che il Sallah Allaoui aveva lasciato sul territorio nazionale, è stato rintracciato a Milano, nella zona limitrofa alla Stazione Centrale, in compagnia della donna, Sallah Sabrina, 20 anni. Dopo averlo seguito fino ad un appartamento da poco preso in affitto, i poliziotti sono intervenuti. All’interno dell’abitazione hanno rintracciato anche altri tre soggetti: Salah Mario, 41 anni, Zendji Smahane di 38 anni e Salah Kadem, appena 18enne.

Gli accertamenti eseguiti sugli altri tre hanno evidenziato che Salah Mario era destinatario di un mandato di arresto europeo emesso dalla Francia per truffa in concorso; Zendji Smahane era destinataria di un mandato di arresto europeo emesso dal Belgio per associazione a delinquere, crimini informatici e sottrazione di codici informatici di accesso: in particolare la Zendji dovrà scontare 10 anni di reclusione in quello stato per essersi resa responsabile di 18 fatti-reato in almeno 4 distretti giudiziari del Belgio, dal 13 dicembre 2009 fino ad oggi, commettendo altresì 16 di questi reati in associazione con Salah Mario. Alla stessa, sempre da parte delle autorità belghe sono state contestati numerosi illeciti transazioni di denaro dal Belgio verso la Francia a favore di alcuni suoi parenti; Salah Kadem era destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere della durata di un mese emessa dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Milano per fatti analoghi avvenuti in Milano nello scorso mese di maggio, quando era ancora minorenne. In quell’occasione, appena accompagnato presso la comunità San Marco di Milano, dopo poche ore se ne era allontanato, motivo che dava origine alla misura cautelare.

Nel corso della perquisizione dell’abitazione sono state trovate alcune tessere bancomat che da un primo sommario controllo risulterebbero appartenere ad alcuni cittadini italiani, presumibilmente vittime della banda; nonché denaro contante e orologi di valore.

Sono stati sequestrati anche numerosi capi di abbigliamento quali berretti e occhiali che Sallah Alloui e i suoi complici al momento utilizzavano come mezzo di travisamento per confondere meglio le loro vittime ed evitare anche un loro futuro riconoscimento probatorio.

Sono al vaglio degli investigatori anche alcuni movimenti che gli altri componenti, non oggetto del decreto di fermo, potrebbero aver compiuto nelle settimane precedenti.

Quattro dei cinque arrestati sono stati portati in carcere a San Vittore a Milano, mentre Sallah Kadem è stato accompagnato presso l’Istituto Penale Minorile Beccaria di Milano.

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