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Regione Liguria, ai privati boschi e foreste: “Risorse per economia e occupazione”

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Anche i boschi possono diventare risorse per l’occupazione, l’economia locale e il mantenimento dell’assetto idrogeologico, per questo la Regione Liguria ha deciso di affidare parte del proprio patrimonio forestale ai privati.

Sono le aziende agricole, imprese e cooperative sociali che operano già nel comparto agricolo e forestale e che in futuro potranno farlo in diverse foreste liguri utilizzando la filiera del legno, promuovendo iniziative per la fruizione turistica della foresta, la raccolta dei funghi e degli altri frutti del bosco e altre attività.

Lo stabilisce un provvedimento approvato in mattinata dalla giunta regionale, su proposta dell’assessore all’Agricoltura Giovanni Barbagallo, che fissa la procedura di gara. Per la prima volta in Liguria non saranno dunque solo gli enti parco a gestire la risorsa-bosco, ma anche nuovi soggetti che si potranno affiancare nella gestione delle foreste di proprietà regionale.

Sono tredici le foreste che si estendono in Liguria per circa 7 mila ettari. Di questi, poco meno di quattromila, che interessano sei foreste, vengono attualmente gestiti dagli Enti Parco del Beigua e dell’Aveto. A questi parchi potranno affiancarsi presto gli altri soggetti in grado di garantire una gestione attiva delle altre sette foreste, tre nell’Imperiese, due in provincia Savona, una nel Genovesato e una nello Spezzino.
Le foreste che la Regione Liguria conta di affidare in gestione a titolo gratuito per dodici anni anni, nell’Imperiese sono quelle del Monte Ceppo, nei comuni di Bajardo, Molini di Triora, Montalto Ligure, del Gerbonte a Triora e Testa d’Alpe a Rocchetta Nervinam; in provincia di Savona le foreste sono quelle della Barbottina, a Calizzano, Cadibona (Savona, Quiliano), a Genova la foresta La Fame e nello Spezzino la foresta del Monte Gottero, a Varese Ligure, in Val di Vara.

I concessionari chi si aggiudicheranno la gara sono obbligati a presentare alla Regione Liguria un piano di assestamento per l’utilizzazione del bosco. La concessione sarà possibile solo se il piano delle attività presentato dai privati sarà approvato dalla giunta regionale. Un altro criterio di selezione prevede che almeno il 15% degli utili delle attività svolte vada reinvesto nella gestione della foresta.

“Da questo bando ci aspettiamo di poter gestire in maniera innovativa i boschi, in modo che i benefici siano molteplici, a vantaggio dell’ambiente e dell’assetto idrogeologico, ma anche del lavoro e dello stesso gestore”, afferma Barbagallo.

In Liguria i boschi si estendono per 375.000 ettari e ricoprono il 70% dell’intero territorio e per l’87% sono di proprietà privata. L’obiettivo del provvedimento è anche quello di dimostrare che dal bosco e dalle foreste tutti possono trarre dei benefici, mantenendone la tutela ed evitando l’abbandono.

Commenti

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  1. Scritto da Ulisse

    Che pensare? Mancano i soldi e questi regalano quello che potevano vendere. Ci sono imprese boschive che comprano dai privati qualche decina di ettari da tagliare a suon di decine di migliaia di euro e questi le danno via gratis!
    Sono curioso di vedere a chi…
    PS se parliano di dissesto idrogeologico il miglior bosco è quello naturale: lasciato a se stesso. D’altro canto le foreste hanno campato qualche milione di anni senza di noi. Quindi anche qui, i soliti luoghi comuni.