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Miceli (Pd): “Sì a riduzione quorum per referendum su fusione comuni”

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Regione. Nell’ambito della seduta pomeridiana del Consiglio regionale, il capogruppo Pd Nino Miceli è intervenuto motivando il voto favorevole del gruppo del partito Democratico in merito alla riduzione del quorum referendario relativamente al tema della fusione dei Comuni nell’ambito della discussione sul Disegno di legge 302 in modifica alla legge regionale sulle “Norme di attuazione dello statuto sull’iniziativa e sui referendum popolari”.

“Siamo convintamente favorevoli per due motivi – spiega Nino Miceli – intanto perché questo è un processo di semplificazione che parte dal basso, dalla volontà di due Comuni, Castelnuovo magra e Ortonovo, che va agevolato e di certo non contrastato”.

“Inoltre, guardando al quadro più generale – continua il capogruppo Pd – ormai da anni assistiamo ad una strumentalizzazione dell’astensionismo da parte di chi è contro i tema oggetto di un referendum come tattica volta a inficiare la volontà favorevole di una buona parte dei votanti. Ridurre la soglia del quorum referendario al 30% invece che lasciarla al 50% ristabilisce un criterio di maggiore equità”.

“L’approvazione odierna in consiglio regionale del disegno di legge 302 che modifica la legge regionale sui referendum popolari e abbassa la soglia del quorum che passa dal 50% al 30% è un fatto positivo che vuole favorire la riorganizzazione amministrativa regionale e forme di associazionismo e fusione tra i Comuni” ha aggiunto l’assessore regionale alle infrastrutture, Raffaella Paita che segue queste tematiche per la Giunta, a margine dell’approvazione in Consiglio.

“Le modifiche delle norme di attuazione sui referendum popolari relativi all’istituzione di nuovi Comuni o alla loro fusione – ha detto Paita – vanno inquadrate in un disegno generale di riorganizzazione del territorio che sta già portando i primi significativi risultati, come 20 associazioni di Comuni”. Nel corso del suo intervento Paita ha inoltre sottolineato come la Regione stia sostenendo il processo di associazionismo recuperando le risorse delle ex Comunità Montane, grazie al sostegno di 1 milione di euro all’anno usufruibili attraverso bandi dedicati e mettendo in campo le proprie competenze di consulenza a favore delle amministrazioni comunali.

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