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A Loano si parla di gioco d’azzardo patologico

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Loano. Venerdì 8 novembre, a Loano, presso il chiostro di Sant’Agostino, si terrà il convegno dedicato al problema del gioco d’azzardo dal titolo “Sedotto e… abbandonato” organizzato dal Centro di Ascolto Intervicariale “L’incontro” di Loano e da S.P.I.A. (sentieri di psicologia integrata e applicata) di Finale Ligure.

Il Centro di Ascolto Intervicariale, guidato da Don Renato Rosso, ha registrato, negli ultimi anni, un crescente numero di richieste di aiuto economico per problemi legati al gioco d’azzardo. S.p.i.a. per parte sua, attraverso lo sportello NOGAME – sportello contro l’azzardo, centro d’ascolto, informazione e orientamento per gli ‘schiavi’ del gioco d’azzardo e per i loro familiari a Finale Ligure, ha registrato una crescente invasività delle problematiche legate all’azzardo.

Afferma Don Rosso: “Il problema dell’azzardo è la sua trasversalità: non c’è classe sociale o sesso o età che ne sia immune e gli effetti risultano devastanti non solo nell’immediato: povertà, perdita del lavoro, ecc. ma anche in prospettiva, per la tenuta della società. Lo sappiamo bene noi, che abbiamo visto impennarsi in questi anni le richieste di aiuto economico dovute a forme di povertà generate dalla dipendenza dall’azzardo. E i soggetti coinvolti sono sempre più persone che non avrebbero, sulla carta, motivo di vera difficoltà, perché titolari di pensioni o di case di proprietà. Il fenomeno è davvero temibile, per questo è impellente la necessità che anche a livello amministrativo e politico ci sia un cambio di tendenza e l’assunzione di una visione lucida sul danno immenso che l’azzardo sta provocando”.

Nelli Mazzoni e Silvia Taliente, psicologhe e psicoterapeute di s.p.i.a. aggiungono: “Sembrerà una sottigliezza ma una delle cosa da fare è smettere di chiamare l’azzardo, gioco d’azzardo. E’ necessario chiamare le cose col proprio nome, togliendo ad una piaga simile l’aura benevola insita nel termine ‘gioco’. Qui si tratta di una guerra: i numeri sono spaventosi e le possibilità di intervento sono insite soltanto in un lavoro di squadra tra tutti i soggetti -pubblici, privati e terzo settore- che hanno a che fare con il fenomeno. L’esperienza di questi anni ha infatti dimostrato l’inutilità di risposte dirette unicamente al singolo richiedente. Non dimentichiamoci che un ammalato d’azzardo non è il solo coinvolto: per ogni malato sono da calcolare effetti negativi su almeno altre 5 persone, famiglia, affetti, lavoro, perciò per affrontare la dipendenza è necessario ragionare su una rete di sostegno che prevede la presenza di professionalità differenti, che vanno dal primo ascolto a, nei casi più gravi, il sostegno di psicologi, psichiatri, avvocati, commercialisti”.

“Il convegno vuol porre le basi per un lavoro comune e vede quindi la presenza di associazioni che da tempo si misurano sul territorio con questo fenomeno come il Centro d’Ascolto ma anche il Ser.T, criminologi, avvocati, finanzieri, psicologi, docenti universitari che si occupano degli errori percettivi ecc” concludono le professioniste.

Prosegue Don Rosso: “L’azzardo troppo spesso è ancora annoverato tra i vizi o le cattive abitudini, in realtà si tratta di una vera e propria malattia che, per essere affrontata, ha bisogno della consapevolezza di tutti i soggetti coinvolti: il giocatore, la sua famiglia, i gruppi di sostegno e le agenzie sociali. Il convegno, presenterà quindi una serie di interventi di professionisti appartenenti ai diversi ambiti che ci forniranno dati, strategie, esperienze, prospettive. Sarà soprattutto un momento di confronto e di organizzazione per mettere in rete tutte queste voci e queste forze: verranno inoltre annunciati interessanti sviluppi del progetto sia in termini di volontariato sia di interventi di cura specifici, ambulatoriali e residenziali. Insomma, stiamo iniziando a fare, ben consapevoli che c’è molto da costruire, ma coscienti che opporsi, strutturarsi, organizzarsi, tutti insieme contro l’azzardo, è l’unica strada percorribile”.

A latere del convegno, s.p.i.a. , in accordo con Don Rosso, ha ‘commissionato’ una mostra fotografica all’artista loanese Alessandro Gimelli, che ha interpretato a suo modo il concetto di dipendenza dall’azzardo, realizzando scatti di grande impatto e bellezza: giovedì 7 ottobre, quindi, alle ore 17.30, presso il Chiostro di Sant’Agostino, si terrà la vernice della sua mostra dal titolo “Attraverso lo specchio”: “Ho cercato di raccontare le nuove dipendenze. Che siano legate al gioco o all’invadenza della tecnologia nella nostra vita, ci fanno sempre guardare il mondo e la realtà attraverso un mediatore. È come essere inconsapevolmente prigionieri di un mondo alternativo di cui siamo gli unici abitanti. L’ispirazione mi è venuta pensando ai giochi con le carte e quindi ad ‘Alice nel paese delle meraviglie’. L’idea era quella di creare una sorta di viaggio allucinante per immagini in un mondo di isolamento e alienazione in cui l’individuo è annientato, annullato. E’ come se vivesse in un mondo parallelo in cui esiste solo l’individuo e la sua dipendenza, una sorta di bolla all’interno della realtà di tutti i giorni”.

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