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La Lega in aiuto della Fac, Milanesi: “Bene, basta che non sia solo propaganda”

Albisola S. L’iniziativa della Lega Nord con il suo capogruppo Francesco Bruzzone e il consigliere regionale Maurizio Torterolo di presentare un’interrogazione urgente in Regione sul caso Fac riuaccende le speranze dei lavoratori, “a patto che – riferisce Alessandro Milanesi della Rsu Fac Uiltec – non si riveli poi essere un modo per avere visibilità alle spalle dei lavoratori”.

“Ovviamente noi operai diamo il benvenuto e porgiamo i più sentiti ringraziamenti a persone disponibili a sposare la nostra causa e ridare dignità lavorativa a 127 famiglie che dal 1 febbraio perderanno il lavoro in una provincia spettrale, dove ormai non si contano più neanche i feriti, ma solo i morti – precisa Milanesi – Parliamo di 29000 disoccupati iscritti al centro per l’impiego (più quelli che non si iscrivono nemmeno più) in una provincia che conta circa 160000 persone, ed ha un tasso altissimo di vecchiaia”.

“Però, senza offesa, ma dopo averne sentite tante in questi 2 anni, il dubbio sorge ormai per riflesso incondizionato, non sopporterei proprio se fosse un modo per avere visibilità alle spalle dei lavoratori – continua il rappresentante Rsu – Se invece a Voi, si aggregheranno altre forze politiche, per perorare la causa FAC, e farla diventare un inizio di inversione di tendenza in questa provincia, non smetteremo mai di ringraziarvi. Ricordo che FAC non è solo un’azienda manifatturiera, è il simbolo di un paese che è città della ceramica, che opera sul nostro territorio da oltre 60 anni. Non vi è persona ad Albisola che non abbia avuto un amico o un parente che non abbia lavorato in azienda”.

Sul tema Fac e crisi generalizzata, interviene anche il Pcl di Savona: “Un gesto immediato che ci sentiamo di suggerire è quello di saldare la lotta Fac con le altre realtà produttive in crisi, coinvolgendo per esempio da subito L’Unione dei Senza Lavoro di Savona, il cui progetto si muove in questa direzione. Il ventaglio di rivendicazioni può svilupparsi dal pretendere la ricollocazione a tempo indeterminato di tutti gli operai, fino a chiedere la nazionalizzazione della fabbrica stessa: se prendiamo ad esempio l’Argentina o la più vicina Spagna e addirittura alcune realtà greche, si trovano fabbriche che producono e fanno utili anche sotto controllo operaio, gestite e dirette cioè dagli stessi lavoratori”.

“Non è vero che per fare impresa e creare occupazione ci deve essere sempre un padrone che privatizza gli utili e scarica sulla comunità le perdite. Avanzare quindi un’ ipotesi del genere non è affatto letteratura, ma anzi potrebbe essere un precedente di straordinaria potenzialità per un Savonese dilaniato dalla crisi, dove si sono persi migliaia di posti di lavoro, dove le burocrazie sindacali di Cgil, Cisl e Uil, deboli e confuse, hanno prestato il fianco al gioco dei grandi imprenditori riducendo una provincia alla completa de-industrializzazione. Il risultato, dalla val Bormida alla Fruttital di Albenga, è sotto gli occhi di tutti, e solo gli operai possono con la loro determinazione tentare di ribaltare lo scenario. Noi saremo al fianco delle loro lotte, che chiedono diritti e occupazione” conclude il Pcl.

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