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Infortunio sul lavoro, operaio rimasto paralizzato: chieste quattro condanne

Savona. Un anno di carcere per Mario Musso, il datore di lavoro, otto mesi di reclusione per Maurizio Briano, il dirigente dell’impresa e per Franco Rocciola, il direttore dei lavori, sei mesi, invece, per Salvatore Gozza, il committente, tutti accusati del reato di lesioni gravissime.

Queste le richieste dell’accusa nel procedimento penale per il grave infortunio sul lavoro accorso a Shaban Haxaj, 40 anni, muratore albanese, rimasto paralizzato il 4 settembre del 2008 dopo essere precipitato dal terrazzo di una casa in ristrutturazione in Via Nazionale Piemonte, in località Maschio a Savona.

Per Mario Musso, l’unico degli imputati che non ha ancora risarcito la parte lesa, sono stati chiesti altri quattro mesi di reclusione e 4.500 euro di multa per violazione della legge Bossi-Fini in quanto faceva lavorare in nero nella sua ditta lavoratori stranieri non in regola. Per gli altri tre sono state riconosciute le attenuanti proprio per il risarcimento concordato con la vittima.

Stamattina nuova udienza del processo presso il Tribunale di Savona, nel quale sono stati ascoltati due testimoni. Il titolare della ditta si èsempre difeso spiegando che l’operaio era in quel cantiere perché doveva recuperare degli attrezzi, ma non per lavorare. Ora conclusa la fase della discussione in aula con il procedimento rinviato a venerdì prossimo per la sua conclusione.

Le condizioni dell’operaio, precipitato da un’altezza di circa quattro metri, erano apparse subito gravissime tanto che dopo un primo ricovero al San Paolo era stato trasferito nel reparto Rianimazione del Santa Corona di Pietra Ligure. Dopo diversi giorni di coma farmacologico, l’uomo era stato risvegliato, ma a causa delle gravi lesioni (fratture a livello addominale) aveva perso l’uso delle gambe.

Dagli accertamenti eseguiti subito dopo l’incidente, al dramma si era aggiunto anche un doppio “giallo”: fin da subito non era stato chiaro perché l’operaio si trovasse quella mattina in cantiere, né perché il cantiere fosse in attività dal momento che, come aveva precisato il progettista e direttore dei lavori, l’ingegner Franco Rocciola, “il cantiere avrebbe dovuto essere sospeso”. Dubbi si erano anche sollevati sulla tipologia di rapporti tra Haxaj e la ditta alla quale erano affidati i lavori, l’impresa Co.Ed. di Mario Musso, della quale l’albanese non era infatti risultato essere dipendente. Secondo l’accusa l’operaio era precipitato dopo che una vecchia ringhiera, che avrebbe dovuto essere sostituita, aveva ceduto all’improvviso.

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