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Fossa di Lavagnin, “bomba ad orologeria”: la Regione annuncia intervento ambientale

Pontinvrea. Il consigliere regionale Marco Melgrati (Pdl) con un’interrogazione in Consiglio regionale ha evidenziato che una vera e propria “bomba ad orologeria” dorme sottoterra, vicino alle case degli abitanti di Pontivrea. Si tratta della “Fossa di Lavagnin”, una vecchia cava di asbesto, che, una volta cessate le produzioni di materiali isolanti contenenti amianto, era stata chiusa, per essere poi utilizzata come discarica di inerti evitando così che l’amianto restasse all’aria aperta e, al tempo stesso vi venissero stoccati scarti non pericolosi della produzione industriale.

“Un nutrito gruppo di abitanti denunciò, però, insieme al sindaco il sospetto che il sottosuolo fosse da tempo saturo di biogas, formatosi con la decomposizione di rifiuti non ben identificati”.

Melgrati ha ricordato che dopo l’approvazione all’unanimità di un ordine del giorno da parte del Consiglio regionale, avvenuta il 3 marzo 2009, il sindaco di Pontivrea aveva chiesto più volte che la Regione si facesse carico di imporre alla ditta di smaltire presso una discarica autorizzata il materiale presente nel sito, tenendo conto che erano state intaccate anche le falde acquifere che sfociano nel torrente Erro, dal qual attinge l’intera vallata. Il consigliere ha chiesto, pertanto, alla giunta se abbia intenzione di procedere al sollecito smaltimento dei rifiuti e provvedere, quindi, a questa necessaria ed urgente bonifica del territorio.

Per la giunta ha risposto l’assessore alle attività produttive, Renzo Guccinelli: “L’attività di cava è da tempo sospesa e, quindi, l’intervento si prefiggeva di effettuare un recupero ambientale del sito, con l’apporto di materiale idoneo. Con il primo di questi interventi si era previsto di portare fango di cantiere e inerti. Il provvedimento di variante adottato nel 2009, prevede invece che vengano abbancati solo materiali inerti e non fanghi, come invece era previsto in precedenza. Nel 2008, a seguito della richiesta di Regione ad Arpal di effettuare verifiche, è emerso che la miscelazione dei materiali non era stata eseguita secondo la prescrizione del primo provvedimento e, quindi, è stata inoltrata notizia di reato alla Procura”.

“La miscelazione in quantità non corrette ha dato origine ai biogas ed è quindi iniziata un’attenta attività di monitoraggio da parte di Arpal. Il biogas è adesso in fase calante. L’intervento per la messa in sicurezza non prevede, però, l’asportazione di materiale, ma la miscelazione in loco. La concentrazione di biogas è prossima allo zero. Gli interventi dovrebbero, quindi, risolvere la criticità”.

Melgrati si è dichiarato parzialmente soddisfatto e ha auspicato un confronto tra assessore e sindaco per dare risposte certe. “Nulla ha detto l’assessore – ha concluso – delle possibili infiltrazioni”.

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