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Cabur di Altare: segnali positivi, giovedi incontro all’Unione Industriali

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Altare. “Dalla giornata di oggi è emersa una cosa positiva, ossia la risposta unanime dei lavoratori che hanno partecipato allo sciopero e al presidio di questa mattina”. A sottolinearlo è Andrea Pasa, della Fiom Cgil.

lavoratori cabur

Ci sono segnali incoraggianti da parte della dirigenza della società specializzata in morsetteria elettrica. I 33 esuberi strutturali sono “rimandati” al termine di una procedura di cassa di straordinaria per crisi. Questa la prospettiva aperta dalle intense trattative.

“E’ anche positivo – dice Pasa – il fatto che la Regione abbia ascoltato sindacati e dipendenti e abbia portato un messaggio chiaro all’impresa. Quest’ultima si è finalmente dimostrata disponibile a rivedere il percorso da noi proposto eliminando dal tavolo i licenziamenti”.

“Ora sono stati fissati due incontri: uno il 7 novembre e l’altro il 13 con la Regione per verificare se la bozza degli accordi sono quelli che noi abbiamo voluto proporre all’impresa” aggiunge.

“Cabur purtroppo paga i mancati investimenti degli anni precedenti, ha un prodotto vecchio e datato e questa è stata una delle difficoltà” conclude Pasa.

“Dal punto di vista operativo oggi è andata bene – osserva Alessandro Vella della Fim Cisl – Non abbiamo mai cambiato linea. Non si negano le difficoltà, ma ora è necessario dare un percorso ampio, con tutele a lungo termine ai lavoratori. Quanto più si allontana il discorso sugli esuberi, tanto è meglio; difatti vogliamo fare il punto con l’azienda tra un anno, quando saranno stati applicati i piani di rilancio”.

“Il tema degli investimenti è cruciale – aggiunge – La Cabur è una di quelle aziende che scontano la crisi, perché non hanno fatto investimenti sull’innovazione del prodotto. Giovedì ci vedremo all’Unione Indusriali e ci attendiamo un testo da parte dell’azienda, dove vengano considerate le possibilità di cassa integrazione e mobilità volontaria”.

“Oltre alla Cabur, si deve passare ad una riflessione più generale sulla Valbormida e sulla crisi del lavoro. Vorremmo che fosse riattivato il tavolo al Ministero sulle criticità dell’economia savonese e valbormidese” conclude.

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