IVG.it -  Notizie in tempo reale, news a Savona, IVG: cronaca, politica, economia, sport, cultura, spettacolo, eventi ...

Alassio, revoca di sanzioni ai gestori delle Sla: nuova udienza del processo a Melgrati

Più informazioni su

Savona. E’ ripreso questa mattina con l’audizione di tre nuovi testimoni il processo che vede a giudizio l’ex sindaco di Alassio (oggi consigliere regionale) Marco Melgrati per la vicenda delle multe elevate dalla Guardia di finanza ai gestori delle spiagge libere attrezzate (Sla) della città del Muretto e da lui poi revocate.

Il caso delle sanzioni cancellate risale al 2008: secondo la Procura Melgrati è responsabile di abuso d’ufficio perché, nella sua qualità di sindaco di Alassio, “aveva avocato a sè i procedimenti amministrativi relativi ai verbali di contestazione” elevati dalla Guardia di finanza nei confronti dei gestori delle Sla (Spiagge libere attrezzate) di Alassio, che rientravano invece – “in assenza di diversa previsione regolamentare” – nelle competenze del dirigente del settore demanio. Inoltre, sempre secondo il capo d’imputazione, il sindaco aveva adottato provvedimenti di archiviazione “privi di motivazione o comunque con motivazioni meramente apparenti”, utilizzando come fondamento dei provvedimenti in questione “circostanze di fatto palesemente in contrasto con quanto rilevato dalla Guardia di finanza nei relativi verbali”.

Insomma, in termini meno tecnici, la tesi del sostituto procuratore Chiara Maria Paolucci è che Melgrati, avendo saputo che il dirigente del settore demanio non intedeva archiviare le multe, aveva preso in mano la pratica in prima persona. A quel punto, senza motivi validi, aveva archiviato le multe. Stamattina è stato ascoltato proprio il dirigente comunale che ha confermato come, dal suo punto di vista, quelle multe non fossero da cancellare. Anche le altre deposizioni sono servite all’accusa per ricostruire le circostanze nelle quali il sindaco aveva deciso di seguire personalmente i procedimenti relativi alle sanzioni per le Sla.

Una condotta attraverso la quale, sempre secondo l’ipotesi della Procura, Melgrati avrebbe “intenzionalmente provocato un ingiusto vantaggio patrimoniale” ai gestori delle spiagge che si erano visti annullare le sanzioni e, nello stesso tempo, aveva procurato un danno patrimoniale al Comune che non aveva incassato i pagamenti delle multe. In particolare all’ex sindaco vengono contestate 19 ordinanze sindacali, emesse tutte tra il 2005 ed il 2008 per sanzioni relative al 2005, con le quali ha archiviato altrettante multe. Il consigliere regionale del Pdl ha sempre sostenuto di avere titolo per firmare l’annullamento. Effettivamente la Procura, più che indagare su questo aspetto, sta puntando il dito contro le motivazioni attraverso le quali Melgrati ha annullato le multe che sono ritenute prive di “fondamento”.

“Se avevo l’autorità per comminare le multe, l’avevo anche per revocarle – aveva detto il sindaco -. Bisogna infatti ricordare che a suo tempo, dagli uffici, mi venne detto che la firma in calce alle sanzioni richieste dalla Finanza doveva essere la mia. Io ero perplesso, ma la cosa mi venne confermata. Multe che vennero regolarmente pagate. In un secondo tempo, per le stesse vicende, le sanzioni vennero previste anche per le persone fisiche e in questo caso, stando ai pareri degli uffici e alle memorie presentate dagli interessati, trattandosi di un ‘duplicato’ delle sanzioni, ho deciso di revocarle ritenendo in buona fede di poterlo fare”. Prossima udienza del processo a marzo 2014.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di IVG.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.