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Accise, Emone (Fare per Fermare il Declino): “Tasse di scopo diventano permanenti per incapacità dei politici”

Liguria. L’assessore regionale Pippo Rossetti ha informato che l’aumento delle accise regionali sui carburanti, di 2,50 centesimi al litro, per far fronte all’alluvione del 2011, resterà in vigore anche per il prossimo anno.

“Gli stati emergenziali sono solo una scusa per giustificare ingiustificabili imposte” dichiara Davide Emone (nella foto), della direzione regionale ligure di Fare per Fermare il Declino.

“I politici – prosegue – continuano a violare i diritti dei contribuenti, estendendo sine die tasse di scopo nate con una durata limitata nel tempo. Sul costo di un litro di benzina, secondo il Ministero dello Sviluppo Economico, più del 60% è costituito da tasse, molte di scopo, come quelle per finanziare spese militari: guerra in Abissinia (1935), missioni in Bosnia e Libano (1996), intervento in Libia (2011), e inadeguatezze strutturali (terremoti) Belice (1968), Friuli (1976), Irpinia (1980), eccetera”.

“Ogni occasione – sottolinea Emone – è buona per attingere ai portafogli dei cittadini: le ‘tasse di scopo’ dovrebbero finire, quando lo scopo è concluso. Se restano in vigore, significa che gli amministratori sono incapaci a concludere lo scopo. Davvero le entrate provenienti dalle accise addizionali sono state usate esclusivamente e in modo efficiente per aiutare le persone e le imprese colpite dall’alluvione? Non potevano essere usati buona parte dei finanziamenti ai gruppi consiliari regionali, oggetto di inchiesta in questi giorni per le “spese pazze” dei consiglieri regionali?”.

“Fare per Fermare il Declino Liguria porta avanti da luglio la campagna per dire basta agli sprechi di Stato – rimarca Emone -. Basta alle tasse per pagarli, con l’obiettivo di rendere lo Stato più efficiente, riducendo le spese inutili e gli sprechi, al fine che le tasse, frutto del lavoro e del risparmio dei cittadini, che lo Stato chiede, siano ridotte per liberare risorse che creino occupazione e sviluppo, e vengano usate meglio, in servizi efficienti per la collettività, non in prebende e privilegi”.

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