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Tares Albenga: in arrivo salasso per bar, ristoranti e famiglie numerose

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Albenga. Nuovo regolamento Tares e nuova stangata per i cittadini, in particolare per i commercianti e le famiglie numerose (dai 5 componenti in su). E’ quello che il consiglio comunale di Albenga previsto per questa sera approverà e che causerà qualche mal di pancia ad alcune categorie.

Prendiamo i ristoranti e i bar, ad esempio. Questi pagheranno quasi il triplo rispetto ai “tempi” della Tarsu: da 826,65 a 2084,81 euro l’anno. I bar, invece, passano dai 436,48 euro della vecchia Tarsu a 790,17 euro. Le cifre riguardano attività campione, calcolate sulla base di superfici stabilite in 55 metri per i negozi, 150 per i ristoranti, 80 per i bar.

E anche alle famiglie numerose non va meglio. Calcolando 5 componenti in un alloggio di 100 metri l’importo è pari a 384,88 euro; con sei componenti si pagheranno 426,94 euro rispetto ai vecchi 281,60.

Per qualcuno, però, l’avvento della Tares comporta vantaggi economici. Come i capannoni industriali che passeranno dai 2106,50 a 1046,77 euro, o gli albergatori che, per una struttura di 600 metri, passano da 3075,50 euro a 2353,76. Altri “sconti” sono previsti per banche, edicole, parrucchieri, studi privati.

Commenti

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  1. lui la plume
    Scritto da lui la plume

    i servizi ai cittadini dovrebbero restare tali e non trasformarsi in odiose gabelle.
    .
    per soddisfare un bisogno comune si affrontano:
    a) …. spese generali e di mantenimento del servizio che vanno ripartite in base a parametri legati alla “possibilità” di utilizzo del servizio …. parametri indipendenti dall’uso effettivo del servizio
    b) …. spese di esercizio ….. che vanno pagate in base all’uso …
    .
    questa modifica và nella direzione giusta …
    .
    in teoria …..
    .
    una famiglia numerosa produce di certo più immondizia di una composta da un solo individuo …
    ma …
    tale parametro andrebbe perfezionato ….
    la componente b) andrebbe legata al periodo di domiciliazione …… che per le persone fisiche è di 365 giorni in un anno … oggi questa gabella per chi ha investito i risparmi nel mattone .. e si trova a disporre (pur non essendo ricco …. ) di più alloggi (che magari complessivamente hanno una metratura modesta) a pagare come se ogni anno fosse di 700 o 1000 giorni.
    .
    se non si arriva a fatturare la componente b) “pesando” i rifiuti prodotti si consenta almeno di “dichiarare” (come si fà durante i censimenti) in modo approssimativo … ma con conseguenze dirette sulla tassazione locale .. quanti giorni si passano nelle varie località disponibili.
    .
    PS. …. potremmo assistere ad una positiva concorrenza fra amministratori locali volta ad abbassare il più possibile la quota richiesta al fine di accapparrarsi (nelle dichiarazioni dei contribuenti) più giorni di presenza …..
    (se il comune A chiede 100 ed il comune B. solo 70 … io contribuente che alterno la mia permanenza nelle due località sarei invogliato ad attribuire le mezze giornate alla località che fà pagare meno …. es. se dal lunedi al venerdi lavoro in A e sabato e domenica li passo in B potrei decidere di rientrare in A il lunedi in mattinata e tornare in B ,… il venerdi pomeriggio … a chi vanno più soldi ? l’attribuzione può passare “correttamente” da un 5 giorni contro due ad un 3 giorni contro quattro … che potrebbe colpire anche altre tasse come l’addizionale Irpef …..)
    .