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Superenduro Pro: Clementz vince al fotofinish su Graves, in classifica generale primeggia Ducci

Finale Ligure. Una gara in bilico fino all’ultimo metro quella della Superenduro Pro 6 di Finale Ligure, che si è decisa con un distacco minimo di 2,7 secondi dopo cinque prove speciali, in cui ancora una volta protagonista è stata la battaglia tra i due più forti enduristi al mondo, Jerome Clementz (Cannondale Factory racing Team) e Jared Graves (Yeti – Fox Factory Team), che per tutta la stagione ha appassionato i fan dell’enduro.

Al francese però non bastava avere la vittoria nella Enduro World Series nel taschino. Il rider Cannondale ha voluto dimostrare anche a Finale di essere il più forte. “Ora ho due ragioni per festeggiare. Sono il vincitore dell’Enduro World Series, ma credo che a vincere siano stati l’enduro e la mtb in generale, perché stanno portando lo sport nella giusta direzione” ha dichiarato Jerome sul palco di arrivo.

Ma la lotta non è stata solo per la prima posizione. Fino alla speciale conclusiva, sullo storico trail della Caprazoppa, si è combattuto anche per il terzo posto, in bilico tra Fabien Barel (Canyon Factory Enduro Team) e Martin Maes (GT Factory Racing), con il giovanissimo belga che la spunta, approfittando di un Barel stremato a fine gara. Maes è pronto per entrare a pieno titolo tra i big dell’enduro internazionale, non ci sono più parole per descrivere il talento di questo sedicenne.

Quinto posto finale per Remy Absalon (Commencal), seguito da Nicolas Lau, sesto. Il francese del team Cube Action, in gran forma dopo la vittoria della Transprovence, è stato autore di un gran recupero dopo la penalizzazione di ieri per un ritardo al CO, che l’aveva retrocesso dalla prima alla ventesima posizione. Peccato per la sua distrazione, perché a conti fatti il vincitore sarebbe stato lui con quasi 20 secondi di vantaggio su Clementz.

Il titolo di campione Superenduro Pro 2013 invece se l’è portato a casa Manuel Ducci, nonostante una gara tutta in difesa, al di sotto dei suoi standard. Il rider Ibis-Life Cycle ha coronato così una stagione che lo ha visto sempre protagonista, con una vittoria, un secondo e due terzi posti. Sulla spiaggia poco dopo l’arrivo Ducci ha commentato così il suo risultato trionfale: “Vincere il titolo alla seconda stagione di Superenduro è fantastico. Il mio obiettivo ora è diventare più competitivo nella EWS. La gara oggi è stata durissima per me, vengo da un infortunio fastidioso e il mio obiettivo era solamente il traguardo, senza cercare la prestazione”.

Il migliore degli italiani in gara invece è stato Alex Lupato (Lapierre – FRM), diciannovesimo, con Marco Aurelio Fontana (Cannodale) e Francesco Colombo che hanno fatto meglio degli specialisti dell’enduro Vittorio Gambirasio (Gt – Team 360) e Davide Sottocornola (SantaCruz – Cicobikes Dsb), entrambi attardati sabato da problemi tecnici. Caldissimo il tifo per Lupato, uno dei rider più amati dal pubblico ed autore di una grande stagione tutta in salita, coronata con la maglia tricolore e la vittoria della classifica RedBull Time Rush.

Anche nella gara femminile non è mancato lo spettacolo, con l’inglese Tracy Moseley (Trek) che con il titolo già assicurato, vince davanti alla rivale francese Anne Caroline Chausson (Ibis). Al terzo posto la francese Cecile Ravanel (Gt), che grazie alla costanza dimostrata durante tutta la stagione, con questo risultato conferma la seconda posizione nel mondiale.

La prima tra le italiane è Laura Rossin (Devinci – Dream Team Genova), che si aggiudica il titolo del Superenduro chiudendo davanti a Valentina Macheda (Ibis – Life Cycle) e Chiara Pastore (SantaCruz – Cicobikes Dsb).

Il percorso di Finale Ligure si è rivelato durissimo e selettivo anche per i top rider. Vincere a Finale può valere una stagione per l’immagine ed il prestigio di un biker.

Ieri a Finale Ligure è finita una stagione ma è iniziata una nuova era della mountain bike, ecco le parole di Fabien Barel, uno dei primi pro rider a credere nell’enduro: “Oggi è la vittoria dell’enduro, la nascita di una nuova era grazie alla Enduro World Series ed al Superenduro che hanno aperto una via nuova in questo sport. Voglio ringraziare tutti coloro che hanno lavorato per questo obiettivo e che hanno portato la disciplina dell’enduro a questi livelli”.

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