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Spese pazze in Regione, Boffa scaramantico: “Monteleone? Onesto. Pd fuori dall’inchiesta? Speriamo”

Regione. “Melgrati ha detto che il Pd è ‘prodigiosamente’ l’unico partito fuori dall’inchiesta. La procura non ha terminato le indagini e non è arrivata nessuna assoluzione per il Pd: semplicemente non è ancora arrivato alcun avviso di garanzia. Scaramanticamente non credo di dover aggiungere altro”.

Mentre Michele Boffa parla con i cronisti fuori dall’aula del Consiglio regionale della Liguria, alle sue spalle sfilano due carabinieri. Sono lì per tutt’altro motivo rispetto all’inchiesta “spese pazze”, ma tant’è, un po’ di nervosismo quella presenza la provoca. Segno evidente e largamente prevedibile di un clima per nulla sereno, dopo che le indagini della procura di Genova e i conseguenti avvisi di garanzia hanno costretto alle dimissioni dalla giunta numerosi esponenti politici e, ormai due giorni fa, costretto il presidente del Consiglio regionale Rosario Monteleone “a gettare la spugna”.

Il Pd Boffa, già vice di Monteleone ed ora erede designato alla presidenza, si affida allora alla “scaramanzia”, mentre non sembra escludere che il suo partito, finora indenne, possa entrare nell’inchiesta che prosegue ormai da mesi. E poi mette le mani avanti: “Io delle inchieste non so nulla e non posso fare valutazioni. Non conosco i rendiconti delle spese dei miei colleghi, ma sono convinto che siano tutti qui per fare onestamente il loro lavoro. Hanno svolto la propria attività politica con modalità che la legge precedente permetteva. Una legge obsoleta che infatti è stata cambiata: ma quello che è stato fatto è nel solco della legge e nell’interesse dei cittadini”.

Nei prossimi giorni Boffa diventerà presidente del Consiglio regionale. La parola d’ordine della sua azione è già nota: “Continuità. Ho fatto il vicepresidente per oltre tre anni e credo di aver collaborato bene con Monteleone di cui ho testimoniato la mia umana comprensione e la certezza della sua onestà. Abbiamo fatto un buon lavoro circa la razionalizzazione e la riduzione dei costi della politica, andremo avanti su questa strada. Sicuramente avrei preferito un’atmosfera diversa, spero che questo “premio di fine carriera” sia usato per garantire serenità e una ritrovata dignità dell’assemblea consiliare”.

Continuità testimoniata proprio dalla scelta di Boffa: “Tutti i gruppi di maggioranza si sono espressi per la mia persona. Il Pd però non ha proposto la mia candidatura: è stata accettata da mio partito, ma è stata definita e condivisa per le qualità che mi sono state riconosciute. Era la successione più naturale e più indolore”.

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