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Spaccate nell’Albenganese, ammissioni davanti al gip dei tre ventenni arrestati: due restano in carcere, uno ai domiciliari foto

Albenga. Dichiarazioni ammissive. Sarebbero quelle rilasciate, secondo quanto trapela da palazzo di giustizia, questa mattina da Sean Vivaldi, 19 anni, Jawad Catania, di 20, e Matteo Zappia, di 20, i giovani italiani finiti in manette la notte del 4 ottobre scorso perché ritenuti responsabili di una decina di furti in altrettanti esercizi commerciali nell’Albenganese. I tre (assistiti dai rispettivi legali, gli avvocati Graziano e Francesca Aschero e Nazareno Siccardi) sono stati interrogati dal giudice per le indagini preliminari Fiorenza Giorgi, che ha convalidato gli arresti e confermato la misura cautelare in carcere per Vivaldi e Zappia, mentre a Catania sono stati concessi i domiciliari.

Davanti al gip gli indagati (due in particolare) avrebbero ammesso il loro coinvolgimento nei furti che gli vengono contestati dai carabinieri, undici in tutto. Secondo quanto accertato dai carabinieri del Nucleo Operativo di Albenga il trio formava una banda specializzata in furti notturni a danno di negozi, ristoranti, bar e stabilimenti nella città delle Torri e nei comuni limitrofi.

I tre, che sono tutti residenti tra Albenga e Ceriale, erano stati bloccati dopo un vero e proprio raid compiuto sul lungomare di Borghetto venerdì notte: quattro furti tentati nel giro di uno strettissimo lasso di tempo, di cui solo uno, nel bar “Moneta”, si era concretizzato. I ladri avevano agito indisturbati, ma non si erano accorti di essere seguiti dai militari, guidati dal Capitano Michele Morelli, che, sotto il coordinamento del sostituto procuratore Daniela Pischetola, già da qualche settimana ne monitoravano i movimenti. Una volta tornati a casa Vivaldi, Catania e Zappia erano stati raggunti dai carabinieri che li avevano arrestati.

I tre, oltre al raid di Borghetto, sono ritenuti gli autori di altre sette spaccate messe a segno dalla fine di agosto ad Albenga: il furto presso la lavanderia “Filo e sapone” del 21 agosto; quello al ristorante cinese “Time wonderful”; il tentato furto all’interno di un negozio di parrucchiera; il furto nel negozio “Coiffeuse Rita”; quello al supermercato “Ok market”; il tentato furto ai bagni Miramare del 28 settembre; il furto ai bagni lido di Ceriale del 01 ottobre. Tutti episodi che avevano sollevato una polemica non da poco sul tema della sicurezza ad Albenga.

Secondo gli investigatori, il modus operandi della banda era sempre lo stesso: mentre due fungevano, da “palo” il più minuto del gruppo forzava un basculante e, proprio grazie alla sua conformazione fisica, riusciva ad intrufolarsi all’interno dell’esercizio pubblico facendo razzia di denaro. Durante una delle perquisizioni domiciliari effettuata la notte dell’arresto erano stati rinvenuti gli spiccioli rubati poco prima al bar “Moneta”.

Commenti

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  1. Scritto da sky72

    cari vic e mrscultz se vogliamo prenderci in giro e farci quattro risate sono il primo ma il sig jawad lo vede anche un cieco che è di chiare origini marocchine o algerine,basta guardare un attimo il suo profilo facebook……se poi vogliamo per forza trovare un’attenuante và bene ma leggere certe c….te proprio no……vero vic…….

  2. Scritto da mrscultz

    La motivazione per cui due sono dentro e l’altro no possono essere molteplici. Probabilente i due si sono assunti la responsabilità più determinante degli episodi lasciando al terzo una partecipazione marginale, oppure il terzo ha fatto delle “confidenze” giudicate utili dal GIP che lo ha “premiato” concedendogli i domiciliari anche se in certi ambienti ciò significa “che te la sei cantata” e non è certo di buon auspicio! Non penso che tale decisione sia stata presa in base alla religione o all’etnia anche perchè, almeno a giudicare dalle foto e non me ne voglia il Sig. Zappia, mi è difficile capire chi sia l’Italiano o lo straniero!

  3. Scritto da kenshiro

    Ma jawad non aveva anche dei precedenti tipo tentato omicidio? Sono confuso… certo che dovrebbe essere garantita parità di trattamento.

  4. Scritto da vic

    Ci saranno motivazioni serie per le quali non sono stati condannati tutti allo stesso modo…. il riferimento ai nomi fa sorridere….quanti ragazzini Italianissimi hanno nomi stranieri, purtroppo, per colpa della televisione o altro…

  5. quovadisdomine
    Scritto da quovadisdomine

    La volonta’ di delinquere mi sembra acclarata (una dozzina di furti…) quindi nessuno sconto , se con le buone in passato il problema si e’ allargato invece che restringersi, bisogna provare strade diverse. Tolleranza zero.